Ricordate Erika e Omar di Novi Ligure? Oggi sono due persone libere e questa è la loro nuova vita: ma rischiano grosso.

Erika e Omar oggi: che fine ha fatto la coppia diventata protagonista della cronaca nera italiana per il terribile delitto di Novi Ligure nel 2001? Si torna a parlare di loro in questi giorni dopo la sentenza di un altro caso noto di cronaca in Italia: l’omicidio di Yara Gambirasio e l’ergastolo inflitto a Massimo Bossetti. Il delitto di Novi Ligure ebbe per protagonisti la sedicenne Erika De Nardo e l’allora fidanzato di lei Mauro Favaro, detto “Omar” di 17 anni, che uccisero premeditatamente a colpi di coltello da cucina la madre di Erika, Susanna Cassini, detta “Susy” contabile di 41 anni, e il fratello undicenne Gianluca De Nard. Secondo l’accusa i due giovani avevano progettato di uccidere anche il padre, Francesco De Nardo, ingegnere e dirigente dell’azienda dolciaria Pernigotti, ma avrebbero poi desistito perché Omar, che si era anche ferito a una mano nel corso del duplice delitto, era ormai stanco e aveva deciso di andarsene.

Francesco De Nardo, marito e padre delle vittime, oggi ha riaperto la villa del massacro non appena è scattato il dissequestro. Ha cancellato l’orrore dalle pareti con qualche colpo di spatola ed è tornato a vivere in quella casa. L’ingegnere De Nardo ha sostenuto Erika durante i lunghi anni di carcere. In fondo, era quello che le aveva implicitamente promesso dopo la tragedia, quando abbracciandola in lacrime le disse: “Mi sei rimasta solo tu”.

E oggi Erika De Nardo e Mauro, detto ‘Omar’, Favaro, dopo aver scontato la pena, possono rifarsi una vita.  Nel 2010, Omar venne scarcerato grazie all’indulto e alla buona condotta, Erika uscì di prigione un anno dopo. Oggi Omar ha 35 anni, ha un figlio, una moglie e lavora come barista. Erika di anni ne ha 34, aveva trovato lavoro in un negozio di musica che poi è stato chiuso. In diverse interviste rilasciate negli ultimi anni si è lamentata di non riuscire a trovare lavoro a causa del suo oscuro passato. Inoltre, Erika De Nardo durante i suoi anni di reclusione è riuscita anche a conseguire il titolo di laurea con 110 e lode, in Lettere moderne scrivendo una tesi su ‘Socrate e la ricerca della verità negli scritti platonici’.

Nel 2016 per Omar Favaro è iniziato un nuovo ‘travaglio giudiziario’: insieme al padre Maurizio, Omar è imputato di lesioni personali e violenza privata. Erano stati denunciati da un giornalista milanese che raccontò di essere stato respinto con violenza quando tentò di strappare un’intervista a Omar nel bar di Acqui dove lavorava dopo aver scontato la condanna. L’episodio risale a otto anni fa: “Uscito dal carcere, cercò di ricostruirsi una vita ‘normale’, lavorando insieme al padre. Ma poi cominciò l’assedio di telecamere e macchine fotografiche. Secondo la denuncia del giornalista, Omar e Maurizio Favaro a un certo punto reagirono con impeto. Accusa provata, per il pubblico ministero che, ieri, ha chiesto la condanna a sei mesi e mezzo per il figlio e a dieci per il genitore”.

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