Governo, Di Maio scrive ai diplomatici: “Questione migranti prioritaria, rivedere Dublino”

Il neo-ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, debutta alla Farnesina inviando un messaggio di saluto alla diplomazia italiana e garantendo che la questione migranti sarà una delle priorità della politica estera del nuovo governo.Intendiamo lavorare per una maggiore responsabilizzazione dell’Europa e un superamento del regolamento di Dublino”, scrive il ministro degli Esteri nella lettera pubblicata sul profilo Facebook del ministero. Secondo Di Maio “la politica estera sarà una componente essenziale dell’azione di questo governo: avrà come obiettivo prioritario l’interesse nazionale in Europa e nel mondo con l’autorevolezza che spetta ad un grande Paese come l’Italia e alla sua riconosciuta e apprezzata tradizione di equilibrio e apertura al dialogo con gli altri”.

Obiettivo del governo è quello di mantenere un “dialogo franco e aperto con i nostri partner, senza ovviamente rinunciare ai valori europei e atlantici che caratterizzano la storia del nostro Paese”. Il capo politico del M5s sottolinea poi altri aspetti centrali: “Investimenti nei mercati emergenti, innovazione tecnologica, ricerca scientifica sono volani importanti per l’internazionalizzazione dell’intero Sistema Paese, per alimentarne le dinamiche di crescita sostenibile e attenta agli equilibri climatici e ambientali, per innescare circoli virtuosi di crescita e sviluppo a beneficio delle generazioni future”.

Di Maio si sofferma anche su altri aspetti, ribadendo alcuni concetti sul dialogo con gli altri paesi:

Per questo, intendiamo affrontare le trasformazioni in corso a livello globale mantenendo un dialogo franco e aperto con i nostri partner, senza ovviamente rinunciare ai comuni valori europei e atlantici che caratterizzano la storia del nostro Paese. Attenzione prioritaria sarà dedicata alle sfide e alle urgenze più immediate, come il Mediterraneo allargato, l’Africa e la questione migratoria, sulla quale intendiamo lavorare per una maggiore responsabilizzazione dell’Europa e un superamento del regolamento di Dublino. L’Africa, in particolare, non può essere più vista solo come motivo di preoccupazione, bensì come opportunità per individuare nuovi partner strategici attraverso i quali incrementare lo sviluppo e la crescita del nostro Paese.

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