“Uccisa a morsi in faccia”. La morte di Eleonora è stata atroce

Eleonora Perraro, emergono particolari terribili sulle ultime ore della 43enne trovata assassinata bar «Sesto Grado» di Torbole l’altra mattina, è stata colpita soprattutto in faccia. Sulla nuca, sugli zigomi e vicino alle labbra. Ma dire cosa abbia ucciso Eleonora Perraro non è ancora possibile: tra le ipotesi sul tavolo c’è anche il soffocamento. Per avere risposte precise, serve aspettare. Mentre il principale indiziato, Marco Manfrini, 50 anni, continua a dire di non ricordare nulla. E pure lui attende: è in carcere e lì rimarrà fino all’udienza di convalida, lunedì mattina. Mentre la procura cerca di unire i tasselli di un puzzle meno definito di come si possa immaginare.

Fino a quando lui non ricorderà qualcosa, si navigherà nel mare delle ipotesi, partendo dai reperti raccolti dal nucleo investigativo dei Carabinieri di Trento e dai colleghi della compagnia di Riva del Garda. Per gli inquirenti, allo stato attuale, gli indizi puntano su di lui. E si immagina una lite improvvisa, perché la giornata era iniziata in armonia: segnali di quel che sarebbe accaduto, non ce n’erano.

Per ricostruirla, i segni sul corpo di lei scrive l’Adige.it in un lungo articolo. Stando alle indiscrezioni, avrebbe una ferita sulla nuca e ferite su uno zigomo, compatibili con una spinta contro un albero: un ulivo aveva tracce di sangue e una sporgenza che rende questa ricostruzione possibile. La donna avrebbe poi in volto i segni di una ferita compatibile con un morso, e a terra sarebbe stata trovata la dentiera di Marco, già inviata al Ris, perché verifichi se ci sono tracce biologiche della donna.

Lei avrebbe infine segni di mani sulla gola, ma non così pronunciati da far immaginare un tentativo di strangolamento. E poi ci sono delle ecchimosi, non gravi, sulle gambe. Di sicuro, non ha fatto in tempo a difendersi. Lui ha qualche segno di ferite da difesa, ma davvero poco. Non è stata una lotta. Se è stato lui, l’ha sopraffatta immediatamente, già con i primi colpi. E poi ha infierito. Infine, è rimasto lì con lei, un po’ addormentato un po’ ubriaco, per l’intera notte.

I familiari di Eleonora Perraro si sono affidati agli avvocati Claudio Losi e Andrea Tomasi. L’obiettivo è proteggere la memoria della figlia. Una donna con una vita in salita, spesso vittima delle circostanze e delle persone, ma che non aveva perso il sorriso. Tradita dall’uomo di cui si fidava.

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