‘Siete ladri di democrazia e truffatori di consenso’. Arriva il duro attacco al Governo

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha presentato il suo programma alla Camera dei deputati, chiedendo la fiducia. Il premier è entrato nell’Aula per tenere il suo discorso, e ha preso posto tra Luigi Di Maio, ministro degli Esteri, e Luciana Lamorgese, ministro dell’Interno. Conte ha salutato Di Maio e stretto la mano a Francesco Boccia e Roberto Speranza seduti sotto di lui, quindi ha rivolto un gesto di incoraggiamento con le mani intrecciate alla sua sinistra, in direzione dei banchi del Pd. “Un ringraziamento lo rivolgo al presidente della Repubblica. Ho sempre cercato di guardare al bene comune. Il programma che vi presento non è una mera sommatoria delle posizioni assunte dalle forze politiche.

Ma vuole essere un progetto di governo per il Paese, che preannuncia risposte per i cittadini. Servirà a delineare la società che vogliamo consegnare ai nostri figli e ai nostri nipoti. Questo progetto politico segna l’inizio di una nuova stagione riformatrice. Elementi di novità si trovano nella modalità di elaborazione dei bisogni dei cittadini, è un progetto nuovo nell’affrontare con rapidità le questioni urgenti. Ci vogliono sobrietà e rigore per recuperare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. È un progetto politico di ampia portata culturale. Non più dichiarazioni bellicose. Io e i ministri prendiamo l’impegno di curare le parole, di utilizzare un lessico più rispettoso delle persone e delle idee. La lingua del governo sarà mite, perché siamo consapevoli che la forza della nostra azione non si misurerà con l’arroganza delle nostre parole.

Ci vuole un supplemento di umanità”. Conte, dopo diverse interruzioni, ha citato Saragat: “‘Fate che il volto di questa Repubblica sia un volto umano’. Ho più volte evocato nei miei interventi un ‘nuovo umanesimo’. All’interno di questi valori si iscrive la nostra azione riformatrice. Di questo programma io sarò il garante. Lo sviluppo, l’innovazione e l’equità sociale sono i nostri obiettivi, a partire dalla prossima sessione di bilancio, che dovrà indirizzare il Paese verso una solida prospettiva di crescita e di sviluppo sostenibile, pur in un quadro macroeconomico internazionale caratterizzato da profonda incertezza. Non possiamo limitarci ad azioni marginali, abbiamo l’opportunità storica di imprimere una svolta nelle politiche economiche”.

“Il primo immediato intervento sarà sugli asili nido. Non possiamo indugiare oltre. Rafforzare l’offerta dell’educazione fin dal nido è un investimento strategico per il futuro della nostra società perché combatte le diseguaglianze sociali, che purtroppo si manifestano sin nei primissimi anni di vita, e favorisce una più completa integrazione delle donne nella nostra comunità di vita sociale e lavorativa. Dobbiamo contrastare la falsa mitologia per cui la cura della comunità familiare, dei figli e degli anziani possa essere di ostacolo a una più intensa partecipazione al mercato del lavoro. Il simultaneo perseguimento di questi obiettivi è possibile con adeguate politiche di offerta di servizi alle famiglie, coerente distribuzione del carico fiscale, lotta alla discriminazione di genere, in particolare nei luoghi di lavoro. Bisogna azzerare le rette degli asili nido, a partire dal prossimo anno scolastico 2020-2021; e lo faremo anche per sostenere la natalità e combattere il calo demografico”.

“La sfida sul piano interno è quella di ampliare la partecipazione alla vita lavorativa delle fasce di popolazione finora escluse. Esse si concentrano soprattutto tra i giovani e le donne, particolarmente nel Mezzogiorno. Occorre contrastare il precariato attraverso concorsi che valorizzino i meriti. Inoltre valuteremo misure a sostegno delle famiglie meno abbienti per difendere il diritto allo studio. Ci vuole poi un intenso coordinamento tra università e centri di ricerca. Tra le tante eccellenze del nostro Paese ne stiamo esportando una, contro la nostra volontà: sono i nostri giovani, che dovrebbero invece essere la nostra spinta propulsiva. Questo è il governo più giovane della storia della Repubblica, e non può rinnegare se stesso. Deve assolutamente raccogliere e vincere questa sfida. L’Italia dovrà essere laboratorio di innovazione, di opportunità, di idee, capace di offrire ai giovani solidi e convincenti motivi per rimanere, hic optime”.

“Le infrastrutture sono necessarie. Renderemo più razionale il sistema delle concessione dei beni e dei servizi pubblici. Quanto al procedimento in tema di concessioni autostradali avviato a seguito del crollo del ponte Morandi, questo governo porterà a completamento il procedimento senza nessuno sconto per gli interessi privati, avendo quale obiettivo esclusivo la tutela dell’interesse pubblico e, con esso, la memoria delle 43 vittime, una tragedia che rimarrà una pagina indelebile della nostra storia patria. Obiettivo di questo governo sarà un ‘Green New Deal’, che promuova la rigenerazione urbana e la riconversione energetica, la protezione della biodiversità e la lotta ai cambiamenti climatici. Inoltre non ci saranno più concessioni per le trivellazioni. Devono essere inseriti tra i principi della nostra Costituzione”.

“Massima priorità avranno le politiche contro il dissesto idrogeologico. Ho incontrato durante le consultazioni una delegazione delle persone colpite dai terremoti: la ricostruzione sarà una questione prioritaria di questo governo. Il mio primo impegno pubblico sarà la visita ad alcuni comuni colpiti dal sisma. L’azione di rilancio degli investimenti passa dall’abbattimento del divario fra Nord e Sud del Paese. A questo scopo occorre rilanciare un piano straordinario per il Mezzogiorno, anche con l’istituzione di una banca pubblica per gli investimenti, che aiuti le imprese in tutta Italia e dia impulso all’accumulazione di capitale fisico, umano, sociale e naturale del Sud. In particolare i Contratti istituzionali di sviluppo sono un esempio virtuoso di azione politica, concreta e rapida, che abbiamo già  sperimentato con successo e che intendiamo riproporre in tutte le aree economicamente disagiate del Paese. Ma per rilanciare efficacemente il nostro sistema produttivo dobbiamo tenere conto delle sue peculiarità e, quindi, dei suoi punti di forza e dei suoi punti di debolezza. Il nostro tessuto produttivo è composto da piccole medie imprese, e dobbiamo saperlo valorizzare. Quando l’impresa cresce investe di più, offre occasioni anche per i giovani. Promuoveremo maggiormente il nostro made in Italy, anche coinvolgendo le ambasciate”.

“Tutti devono pagare le tasse. Ma proprio tutti. Affinché tutti possano pagare meno, Nella prospettiva di una graduale rimodulazione delle aliquote a sostegno dei redditi medi e bassi, in linea con il principio costituzionale della progressività delle tasse, vogliamo ridurre il cuneo fiscale. E lo faremo a vantaggio dei lavoratori, individuando il salario minimo, garantendo le tutele massime a tutela dei lavoratori. Occorre procedere finalmente all’approvazione di una legge sulla rappresentanza sindacale, sulla base di indici rigorosi. Vogliamo individuare il giusto compenso per i lavoratori non dipendenti, al fine di evitare forme di abuso e di sfruttamento che solitamente affliggono i più giovani professionisti. Introdurremo una legge sulla parità di genere nelle retribuzioni. Realizzeremo poi un piano strategico per gli infortuni sul lavoro. Non possiamo rassegnarci al fatto che in Italia mentre si lavoro si può morire o subire danni fisici. Riporremo massima attenzione al problema della tutela dei risparmi dei cittadini”.

“Sulla prossima manovra economica le forze politiche hanno già avviato con me le interlocuzioni. La sfida è evitare l’aumento dell’Iva e avviare un alleggerimento del cuneo fiscale. Le risorse saranno reperite con una strategia organica e articolata, che includerà un controllo rigoroso della qualità della spesa corrente – a questo riguardo vanno completate e rese efficaci le attività di spending review – e includerà, altresì, un attento riordino del sistema di tax expenditures, che salvaguardi l’importante funzione sociale e redistributiva di questo strumento, nonché un’efficace strategia di contrasto all’evasione, da condurre con strumenti innovativi e un ampio ricorso alla digitalizzazione. Rafforzeremo la tutela dei diritti dei minori, con particolare attenzione alla famiglie, che in una società sempre più frammentata, sono fondamentali. Ci tengo poi a informare quest’Aula che le deleghe sulla disabilità saranno in capo direttamente alla Presidenza del Consiglio”.

“Nel primo calendario utile inseriremo il disegno di legge costituzionale sulla riduzione del numero dei parlamentari. Questa riforma dovrà essere affiancata da un percorso volto ad ampliare le garanzie istituzionali. Occorrerà avviare un percorso di riforma del sistema elettorale. Il nostro obiettivo sarà avviare una riforma sui requisiti dell’elettorato attivo e passivo. Un percorso che richiederà tempo, perché lo richiede ogni modifica della nostra Costituzione”.

“Nel quadro delle riforme istituzionali, è intenzione del Governo completare il processo che possa condurre a un’autonomia differenziata, che abbiamo definito ‘giusta e cooperativa’. Un progetto di autonomia che salvaguardi il principio di coesione nazionale e di solidarietà e la tutela dell’unità giuridica ed economica. Occorre definire i livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali e i fabbisogni standard, attuando compiutamente l’art. 119, quinto comma, della Costituzione, che prevede l’istituzione di un fondo di perequazione volto a garantire a tutti i cittadini la medesima qualità dei servizi. Queste cautele consentiranno di evitare che questo legittimo processo riformatore possa contribuire a creare un Paese a due velocità, che aggravi il divario fra il Nord e il Sud. La tutela dei beni comuni è essenziale: intendiamo approvare una legge sull’acqua pubblica; difenderemo la sanità pubblica e universale, prevedendo un percorso di assunzione dei medici”.

“Ringrazio poi la stampa, per il suo ruolo di termometro della democrazia. L’informazione libera è uno dei nodi nevralgici che definiscono la tenuta del nostro Paese e delle istituzioni. Confido che i professionisti dell’informazione possano svolgere una funzione di stimolo, per spingere i membri del governo a concentrarsi sui contenuti”.

Add a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *