Matteo Salvini, c’è chi dice che il leader leghista, facendo cadere il governo di cui era ministro, abbia commesso un errore

Ora che i giochi sono fatti, e il nuovo governo ha giurato ed è entrato in carica lo scorso 5 settembre, è tempo di bilanci. Questo pazzo agosto di crisi politica si è concluso con una soluzione che, 40 giorni fa, appariva impossibile: un governo tra Cinque stelle e Partito democratico, guidato dallo stesso Giuseppe Conte che aveva diretto l’esecutivo in cui il M5s era alleato alla Lega Nord.
La mossa di Matteo Salvini, quella di sfiduciare il governo di cui era ministro dell’Interno, in apparenza quindi si è rivelata controproducente.

La Lega non ha affatto ottenuto le elezioni che cercava, e da cui sperava di ottenere un’ampia maggioranza, ora si ritrova fuori dal potere, e ha accusato anche un calo nei sondaggi (che pure continuano a darla oltre il 30 per cento). Lo stesso Salvini sembra ammettere, a modo suo, con il suo stile, di aver fatto un errore di valutazione: «Non pensavo che ci sarebbero stati parlamentari renziani che invece di andare alle elezioni avrebbero votato per il governo di Pippo e Topolino». Insomma, Salvini riconosce di non aver capito che, pur di salvare il posto in Parlamento, la maggioranza dei deputati e dei senatori avrebbe “digerito” anche un’alleanza innaturale come quella tra Pd e 5 stelle.

Per chi accusa Salvini, gli argomenti non mancano: troppo sprezzanti sono apparsi, anche a politici vicini alla sua parte, quei comizi dalle spiagge, gli ultimatum con cui si chiedevano “pieni poteri”, le irrisioni contro i parlamentari invitati a “muovere il c..o” e andare a votare in Senato la mozione di sfiducia che avrebbe aperto le porte a nuove elezioni. Salvini non ha valutato inoltre la forza delle istituzioni europee, che hanno favorito in ogni modo la nascita di un nuovo governo (non a caso ora sostiene il leader leghista che il “ribaltone” era pronto da tempo) e le urgenze economiche, come quella di evitare l’aumento dell’Iva, che hanno giustificato il rinvio delle elezioni.

Salvini ha sbagliato tutto quindi? Non è detto. Tra i suoi sostenitori, e anche tra i suoi avversari, c’è chi pensa che la sua mossa sia stata intelligente, e anche strategica. In primo luogo, le difficoltà del governo con il M5s erano ormai evidenti: i due partiti erano in disaccordo su tutto, e ogni iniziativa era paralizzata. Si intravedeva alle porte poi una manovra economica che, anche in virtù delle molte promesse fatte, sarebbe stato di grande entità, lasciando molti scontenti e, forse, compromettendo il consenso di entrambi i partiti.

Ora questo onere è passato al Pd, e al ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, esponente di questo partito, a cui toccherà trovare come minimo i 23 miliardi per evitare l’aumento dell’Iva.
E poi c’è chi ritiene che ritrovarsi all’opposizione di un’alleanza poco credibile non possa che, in futuro, accrescere i consensi di Salvini e della Lega. E lo stesso leader a pensarlo, tanto che un’intervista a Libero dice, rivolto ai due partiti che l’hanno tenuto fuori dal governo: «Spartitevi le poltrone, mettete da parte gli ultimi soldi, perché torneremo presto. Presto vinceremo, vinceremo e vinceremo». Ecco nelle prossime pagine alcune opinioni.

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