Tiziano Ferro, Giorgia e J-Ax hanno vissuto l’inferno, ne sono usciti con forza e voglia di vivere

Dove la luce è più forte, l’ombra è più nera. Funziona così col sole, funziona così anche nella vita. Di certo in quella dei Vip che vedete qui, oggi famosi e felici, ma con alle spalle un passato tormentato. Hanno trasformato il dolore in forza e possono dire: «Ce l’abbiamo fatta».

Uno di questi è Tiziano Ferro: ora artista amato a livello internazionale, da adolescente era problematico. Non era simile a come lo vediamo oggi, ma un peso massimo in senso letterale: è arrivato a pesare ben 111 chili. Bulimia, mancanza di autostima e quel rapporto con l’amore così conflittuale. Non guardava ragazze, ma non accettava l’idea di guardare ragazzi. Facile a cadere in depressione anche se era già l’astro nascente che aveva lanciato la canzone XDono.

Poi, una chiacchierata col papà l’ha salvato. «Dopo mille paranoie, un giorno sono andato a dirgli che volevo smettere di fare musica, anche se la amavo», ha raccontato nel 2010 nel libro Trentanni e una chiacchierata con papà. «Lui mi ha spiegato che era una stupidaggine: se i motivi erano l’omosessualità era un errore. Il problema ero io che lo vivevo come tale, non chi mi amava» . Ci ha riflettuto, è andato in analisi e oggi, vive con serenità, successo e amore. Al punto che pochi mesi fa si è sposato negli Stati Uniti, e poi si è unito civilmente in Italia, con il compagno Victor Alien.

Una storia che ha qualche analogia con quella di Ferro è quella di J-Ax, che da ragazzo è stato bullizzato: insulti, aggressioni l’hanno costretto a cambiar scuola. «L’istituto tecnico Molinari mi ha salvato», ha detto, «lì c’erano ragazzi che dicevano: “Tu questo non lo tocchi”, cioè lo proteggevano. «Una roba da film che mi ha fatto appassionare alla musica». Se oggi è un rapper di successo, lo deve anche al problema che ha avuto e alla forza con cui l’ha superato. «La prima volta che sono salito su un palco è stata alla festa di fine anno del Molinari. Prima e altrove non avrei mai trovato il coraggio di farlo». Oggi, sensibile al tema bullismo e cyberbullismo dice: «I bulli sono perdenti. Vi odiano perché sono gelosi di voi. Sapete come li ho sconfitti? Con un sorriso. La miglior vendetta è essere felici».

Diversa la storia di una terza cantante italiana, Giorgia. Raccontiamo con le sue parole. «Anni fa ero sull’orlo dell’abisso», ha detto di recente.

buco nero si è aperto quando perso il fidanzato Alex Baroni, cantautore morto nel 2002 a 36 anni in un incidente stradale. «Stavamo insieme, ci lasciavamo, litigavamo», ha ricordato lei.

«Il giorno prima dell’incidente mi ha lasciato un messaggio in segreteria: “Volevo salutarti”. L’ho sentito quando era già in coma, l’ho cancellato pensando: “Così si risveglia”. Invece no. Il senso di colpa è stato enorme».

Poi il buio. Anche quando ha incontrato il nuovo (e attuale) amore: Emanuel Lo Iacono. «Pensavo di non meritarmi il suo amore, mi allontanavo». Lui l’ha aspettata. Quando è nato il loro figlio Samuel, oggi nove anni, tutto è cambiato. «L’ho preso in braccio, mi son detta: “Sono felice”, ho ritrovato entusiasmo ed emozioni che avevo perduto. La vita è magica, ti sorprende. Ognuno ha i suoi pusher di energia. Trovate i vostri».

Andando oltreoceano, una vera resurrezione è quella della conduttrice televisiva Oprah Winfrey: da piccola poverissima, abbandonata dalla madre, due fratelli morti (di droga e Aids), un figlio  J-Ax era umiliato da alcuni bulletti: «Mi sono vendicato diventando felice»

avuto a 14 anni deceduto dopo il parto, vittima di violenza da parte di un “amico” di famiglia, zio e cugino. Porte più del granito, ha investito nella sua istruzione, ha studiato come una dannata, quando ha messo piede per la prima volta in Tv è stato record di ascolti. Ora non è solo la giornalista di The Oprah Winfrey Show, ma qualcuno parla di lei perfino come la prima donna alla presidenza degli Stati Uniti, non certo il prossimo anno, ma magari tra cinque.

Straordinaria pure la storia di Charlize Theron, osannata da Hollywood, da bambina ha vissuto ciò che nessuno mai meriterebbe: il padre alcolizzato, violento, una notte di giugno, quando lei aveva 16 anni, le si è scagliato contro, e contro la madre, che disperata gli ha sparato. Lui è morto. La madre indagata, è stata assolta per legittima difesa. Charlize è andata a New York in cerca di fortuna, pochi soldi: un giorno, in banca per ritirare il denaro che la madre le dava per l’affitto, ha litigato col cassiere, tanto epica deve essere stata la sceneggiata che John Crosby, talent manager in fila dietro di lei, le ha chiesto un provino. Così è decollata la sua carriera.

Che dire poi di Sylvester Stallone? L’attore simbolo dell’efficienza fisica ha sofferto di rachitismo. Ci sono voluti anni di sport, palestra e tanta volontà per diventare il Rambo del cinema.

E infine la top model inglese Adwoa Aboah, metà ghanese, metà inglese, pelle ambrata. Quando era una modella in erba si è scontrata con l’ostilità dell’ambiente, che a fatica riconosceva nella sua perfezione fisica un modello di bellezza. Il suo stile “meticcio” oggi apprezzato, ieri lo era meno. Lrustrazione, alcolismo, depressione sono state conseguenze che l’hanno portata a tentare il suicidio. A salvarla famiglia e amici che l’hanno aiutata a capire non era sola. Da qui la riabilitazione e l’idea nel 2014 di fondare Gurls Talk, community al femminile per combattere gli abusi.

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