Preside di elementare e medie dispone il sequestro di smartphone e tablet a scuola

Stop ai telefoni cellulari a scuola. La sorprendente decisione – tra le prime di questo genere in Italia – arriva da Biella, quartiere di Chiavazza, dove il dirigente scolastico dell’istituto comprensivo ha emanato a tutti gli studenti e alle loro famiglie una direttiva che dispone il sequestro di smartphone e tablet ai ragazzi che saranno sorpresi anche solo a entrare nel plesso scolastico con questi apparecchi elettronici. “Certo non ci metteremo a fare perquisizioni corporali a nessuno. Ma nel caso di studenti che entrano nel perimetro scolastico con smartphone o altro, scatterà il recupero degli apparecchi, che saranno poi riconsegnati alle famiglie”, ha dichiarato a Repubblica il preside Tiziano Badà, che si riferisce prevalentemente agli iscritti della scuola media “Nino Costa”, dove la presenza di adolescenti costantemente “attaccati” agli smartphone di ultima generazione sembra abbia esasperato docenti e personale scolastico vario. “Alle superiori il telefonino può anche essere uno strumento didattico. Alle media, invece, no. Quindi abbiamo adottato questa linea. Sul piano educativo è importante trasmettere ai ragazzi il messaggio che si può stare insieme agli altri senza smartphone”, conclude il preside Badà.

Non è la prima volta che nel biellese un dirigente scolastico dichiara guerra a smartphone e cellulari. Lo scorso anno infatti la tolleranza zero era scattata nella più grande scuola della zona, l’Itis “Quintino Sella”, con quasi 2mila studenti provenienti da tutta la provincia. Il preside aveva infatti vietato per regolamento anche la semplice accensione di ogni dispositivo di telefonia elettronico, sembra con discreti  risultati, durante tutto l’arco delle lezioni. Gli studenti tuttavia potevano comunque tenerlo e conservarlo negli zaini, pronto da utilizzare una volta finite le lezioni.

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