“Ho un tumore maligno”. Lele Mora choc: la telefonata del medico arriva durante l’intervista

“Sto aspettando una telefonata importante, quella del medico, a breve saprò se sono affetto da un tumore maligno o meno“. Così dice Lele Mora durante la sua intervista a Libero giustificando il suo telefono che continua a suonare. Ad un certo punto, sempre mentre si trova a colloquio con l’intervistatrice, arriva la fatidica chiamata del medico con il verdetto.

Dall’altra parte della cornetta c’è  il medico pronto a pronunciare parole terribili. La risposta è affermativa, Lele Mora è stato colpito da un tumore. “Sì, il cancro è maligno ed è situato tra i polmoni ed i reni“, rivela l’ex agente dei vip. “Adesso farò quel che c’è da fare. Ma non avrei voluto dare questo nuovo dispiacere ai miei figli, non se lo meritano”, aggiunge con gli occhi lucidi. 

Prima della terribile scoperta, Lele Mora aveva ricordato i 407 giorni trascorsi in carcere, in isolamento: “La prima notte non mi pareva vero di trovarmi lì, su quel materasso vecchio, coperto da un lenzuolo ruvido come carta vetrata. Ho fatto tanti errori, come tutti. Eppure non ho rimpianti. Il peccato più grande è l’ arroganza. Ne ho avuta, mi sono sentito invincibile”. Lo stesso dice, che è successo a Fabrizio Corona, il re dei paparazzi che un tempo lavorò con lui: “La detenzione lo ha peggiorato, ha sviluppato una rabbia che lo sta consumando“. 

“Tutte le mie cose erano chiuse in una sacco nero di plastica. – ha raccontato l’ex agente dei vip spiegando il momento in cui è entrato in carcere – Mi fu consentito di tenere soltanto l’ essenziale. La prima notte non mi pareva vero di trovarmi lì, su quel materasso vecchio, coperto da un lenzuolo ruvido come carta vetrata”.

Coinvolto in diversi procedimenti giudiziari e in inchieste di grande impatto mediatico, Lele Mora è stato condannato per evasione fiscale, bancarotta fraudolenta e favoreggiamento della prostituzione per una pena complessiva di 6 anni e un 1 mese di reclusione che ha scontato anche in affidamento alla comunità Exodus di don Antonio Mazzi.

“Ho fatto tanti errori, come tutti. – ha detto ancora Mora – Eppure non ho rimpianti”, sospira Mora. “Il peccato più grande è l’ arroganza. Ne ho avuta, mi sono sentito invincibile», ammette il manager, che attribuisce la stessa colpa a Fabrizio Corona. “La detenzione lo ha peggiorato, ha sviluppato una rabbia che lo sta consumando”, afferma a proposito del re dei paparazzi, che un tempo fu il suo segretario.

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