“Ti mangio la testa e l’anima”: l’incubo di Rosangela, perseguitata dall’ex violento

“Ti mangio la testa e l’anima, ti porto con me nell’aldilà”. Sono solo alcune delle frasi che Rosangela, impiegata di 50 anni, ha sentito gridare dal suo ex nel corso delle aggressioni che ha subito in due anni di relazione. Un incubo a cui ha provato a mettere fine con la denuncia e che oggi si porta dietro strascichi di terrore perché, nonostante il divieto di avvicinamento a carico del suo ex, continua a vederlo apparire ovunque”.

Per cosa ha denunciato il suo ex?

“Per violenza sessuale, violenza privata, lesioni e maltrattamenti. In sostanza, mi picchiava, mi stuprava, mi insultava. Oggi viola l’ordine restrittivo e mi guarda con con aria di sfida. Se qualcuno non lo ferma mi farà ancora del male, lo so”.

Quando ha preso la decisione di denunciare?

“Il giorno che l’ho lasciato. Quello in cui ho detto basta. È stata l’ultima volta che gli ho permesso di picchiarmi e la prima che ho avuto il coraggio di denunciare. Prima di allora lui mi aveva aggredito più volte per motivi banali, ma comunque nell’ambito di un comportamento morbosamente possessivo. Avevo sopportato, lo avevo perdonato, ma poi non ho avuto più la forza di subire le botte, gli abusi, il controllo. E ho sporto denuncia”.

Spesso la denuncia scatena nel violento reazioni di rabbia. È stato così per lei?

“Come risposta mi ha contro-denunciato sostenendo che fossi io a perseguitarlo, ma il giudice ha archiviato la denuncia. Ha capito che era solo un tentativo di rovesciarmi addosso quello di cui lo accusavo, per screditarmi”.

Quali misure sono seguite alla denuncia?

“Lui è finito agli arresti domiciliari”.

Che sono durati solo cinque mesi

“Dopo? Beh, dopo ho ottenuto solo un ordine restrittivo contro di lui. Gli era stato vietato dal giudice di stare a meno di 300 metri di distanza da me. Lo ha violato ben cinque volte. L’ho trovato spesso nei locali dove che frequentavo abitualmente. Incurante del divieto si avvicinava a pochi passi da me e mi guardava con aria di sfida”.

Si sente tutelata? 
“Beh, mi sono rivolta all’associazione ‘Gens Nova’ che tutela le vittime di violenza e oggi sono assistita dal presidente, l’avvocato Antonio La Scala. Sto facendo quello che è necessario per proteggermi, ma vivo nella paura che lui possa trovarmi e farmi del male. Da quando ha lasciato i domiciliari, ogni volta che esco di casa cerco di stare al telefono con qualcuno. Mi guardo le spalle”. “È una vicenda che la magistratura ha seguito sin da subito avendo fermato il presunto violento dopo poco tempo – interviene l’avvocato Antonio La Scala – tuttavia il problema vero, che con Gens Nova da anni denunciamo, è che anche i magistrati hanno le mani legate da leggi miti e soprattutto dall’ assenza della certezza della pena”.

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