Pino Insegno diventa papà a 60 anni

Il telefono mi sussurra: «Possiamo risentirci tra un quarto d’ora? Sa, Valerio mi si è appena addormentato in braccio, la mamma era uscita un attimo…».

Ci piace parecchio questa versione di Pino Insegno in “congedo di paternità”. «È il quarto figlio, ma ogni volta si ricomincia da capo, come fosse il primo», racconta l’attore, presentandoci orgoglioso il piccolo, nato l’8 agosto. «Un altro maschio! Speriamo che almeno lui la notte dorma: con Alessandro siamo stati svegli tre anni e otto mesi di fila!».

Non a caso il neopapà, da poco sessantenne, ha diradato temporaneamente gli impegni. Mantiene soltanto quello con Rai Radiodue (ogni sabato è in diretta con Che anno è che giorno è), rimandando a gennaio il ritorno sul palcoscenico teatrale con Imparare ad amarsi, la commedia che lo vede ancora protagonista assieme alla moglie Alessia Navarro. «Per ora mi godo la famiglia e questo bimbo, fortemente voluto da tutti e due. Quando Alessia ha avuto tra le mani lesito positivo del test di gravidanza, mi ha fatto la sorpresa di spedirmi Alessandro, che ha 5 anni, con in mano quella specie di termometrino e le due tacchette ben visibili. Un’emozione incredibile, pazzesca. Stentavamo a crederci: il figlio è arrivato al primo colpo, alla faccia dei sessantanni!». Ad annunciarne la nascita è stata proprio Alessia su Instagram, con un tenerissimo scatto della manina del neonato.

Per Pino è il quarto figlio, I primi due, Matteo e Francesco, li ha avuti dall’ex moglie Roberta Lanfranchi. Quanto alle somiglianze, Fattore suo malgrado si deve arrendere: «Alessia i figli li fa con il copia-incolla: tutti uguali e somiglianti a lei! A me non resta nessun merito… No, scherzo, la verità è che lei mi ha insegnato come si crescono i bambini. Quando ci siamo sposati, nel 2008, lei aveva 29 anni e io 49, ma ero di gran lunga il più giovane. Lei è la più matura e mi ha insegnato davvero ad amare. A costruire, a proteggere ciò che ho vicino».

Come un fiume in piena, Insegno continua a raccontarci la sua nuova paternità, e da comico provetto non resiste alla battuta: «E come il salto mortale, anche se lo sai fare, ogni volta è un nuovo brivido. Sei solo un po’ più disinvolto, impari dai tuoi errori. Nel senso che non rifai più quelli vecchi ma sei pronto a rifarne di nuovi». E ride assieme alla moglie, che nel frattempo ha raggiunto.

Ad Alessia non resta che confermare le dinamiche familiari: «Pino è un super papà, affettuosissimo ma anche molto permissivo. Non ce la fa proprio a essere severo. Così poi tocca a me fare il cerbero. A ristabilire le regole, che sia il numero di caramelle da concedere o lorario per andare a dormire». Anche il nome di battesimo dell’ultimo arrivato è stata una scelta condivisa, ma pare che tutto sia partito da Alessandro. «Ci ha chiesto di chiamare il fratellino Valerio e lo abbiamo accontentato. È un bel nome, deriva dal latino Valerius, e significa sano, robusto». Sì, proprio vero, chiosa Pino: «È bello robusto.

La gioia dopo ogni figlio è grande, ma la stanchezza raddoppia, anzi triplica».

È ancora Alessia a descrivere i tanti impegni familiari del pomeriggio: mentre lei resta in casa a occuparsi del piccolo e della scrittura dei testi della trasmissione radiofonica del marito, Pino si dedica ad Alessandro, che va accompagnato a judo, a lezione di teatro e non vuole essere da meno quanto a coccole e attenzioni. Dunque il lavoro a due prosegue anche in ‘congedo genitoriale”. «Certo, siamo una coppia di genitori ma anche di colleghi», spiega Insegno. «D’altronde ci siamo conosciuti proprio lavorando. Io l’ho scoperta durante un provino, cercavo una partner per una commedia. Lei all’inizio stava molto sulle sue, mi dava del lei, sfuggiva. Ce n’è voluto per conquistarla. Ma io, che ero libero di cuore, l’ho incastrata dando il meglio di me. Non ha potuto resistermi». Ridono ancora, sono affiatatissimi.

Attore multiforme e comico di successo, ma anche doppiatore tra i più affermati (sono sue le voci di Viggo Mortensen nei panni di Aragorn ne II signore degli anelli e di Will Ferrell, l’eccentrico stilista Mugatu di Zoolander), Pino ultimamente recita spesso in coppia con la moglie. «Ci siamo organizzati e ora proviamo i copioni in casa: al piano sotterraneo abbiamo 150 metri quadri adibiti a sala prove. E inevitabilmente anche lì scatta il dibattito: lei è puntigliosa, precisa, preferisce seguire il copione, d’altronde ha una memoria di ferro, ha studiato antropologia! Io, invece, amo improvvisare, cambierei ogni volta battuta. Quindi potete immaginare i battibecchi».

Viene da chiedersi se alla lunga portare il lavoro a casa non rischi di logorare la coppia. «Niente affatto», rassicura Pino Insegno. «Grazie all’intelligenza e all’ironia di Alessia alla fine l’accordo si trova sempre. E sul palcoscenico l’affiatamento si vede, eccome: è il nostro valore aggiunto. A proposito, devo proprio uscire con Alessandro. Altrimenti poi chi la sente Alessia».

Add a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *