Vittoria Puccini sarà un magistrato in una serie Tv ispirata dall’omidicio di Yara Gambirasio

Chi ha ucciso Angelica Petroni? Il corpo martoriato della ragazza diciassettenne, brutalmente assassinata e poi gettata nel fiume, viene ritrovato sul gelido greto. L’indagine è affidata alla giovane Elena Guerra, il pubblico ministero più temuto della procura di Mantova per la sua capacità nel riconoscere testimoni menzogneri. Gli sviluppi della tragica vicenda ispirata a reali fatti di cronaca li racconta la nuova serie Tv Il processo, prodotta da Lucky Red. Otto episodi per quattro prime serate, in onda su Canale 5 da venerdì 29 novembre: un nuovo genere televisivo, battezzato legal thriller. Nei panni della protagonista Elena Guerra c’è Vittoria Puccini, che ha già interpretato molte donne di carattere: l’eroina romantica Elisa di Rivombrosa, Anna Karenina, la giornalista Oriana Fallaci. Ma questa volta si deve misurare con un ruolo particolarmente forte, quello della pubblica accusatrice. «Finalmente posso indossare la toga.

Vengo da una famiglia di avvocati da parte di mio padre, ho la legge nel sangue», dice. «Io stessa mi ero iscritta a Giurisprudenza e da ragazza sognavo di diventare professoressa di filosofia del diritto». Vittoria aveva esordito nel 2000 nel film Tutto l’amore che c’è di Sergio Rubini e raggiunto la popolarità con la serie Elisa di Rivombrosa, grazie alla quale ha vinto il Telegatto nel 2003 ed è stata applaudita da 13 milioni di spettatori. Per questo copione, l’attrice fiorentina è tornata sui banchi di scuola per approfondire il mestiere che avrebbe potuto svolgere davvero, uno tra i più difficili e pesanti. «Ho incontrato diversi pm, uomini e donne.

Proprio uno di loro mi ha detto che in questa professione siamo più brave noi donne, perché ci documentiamo molto in maniera meticolosa. Non basta conoscere le leggi, bisogna anche cavarsela con la psicologia, saper leggere il linguaggio del corpo e modulare durezza ed empatia. Per la mia Elena Guerra ho studiato a fondo il caso dell’omidicio di Yara Gambirasio, perché anche lei era una ragazzina come la vittima della nostra storia e la pm era una donna forte, non una che indossa il tailleur. Mi sono ispirata a lei per il mio personaggio», ha dichiarato Vittoria. Le analogie tra il caso di cronaca nera accaduto nel Bergamasco e la storia ambientata a Mantova sono in effetti parecchie. La tredicenne

Yara scomparve la sera del 26 novembre 2010 a Brembate di Sopra dopo una lezione di ginnastica. Il magistrato che non si arrese davanti a nulla, Letizia Ruggeri, oggi 44 anni, condusse una tra le indagini più difficili e costose degli ultimi anni, innovando il processo investigativo e portando alla condanna all’ergastolo per Massimo Bossetti. Ex poliziotta e cintura nera di karate, ce la ricordiamo tutti arrivare in Procura in sella alla sua moto indossando il chiodo. Nella fiction, Elena Guerra è altrettanto concentrata sul lavoro e per questo rischia di mandare in frantumi il suo matrimonio.

Dopo l’aut aut del marito decide di prendere un’aspettativa. Ma le viene assegnata l’indagine sulla morte di Angelica Petroni (Margherita Caviezel) e scopre di avere un misterioso legame con la vittima, che le riporta in mente alcune ombre del suo passato che non vuole rivelare. Così sceglie di seguire il caso, per rendere giustizia alla minorenne, la quale aveva da poco scoperto di essere stata adottata e si era legata a un uomo più grande, finendo coinvolta in una vicenda molto complessa. La serie si snocciola intorno alla ricerca della verità in un percorso difficile dalle mille sfaccettature dove nulla è come appare.

L’unica certezza è che Elena dovrà vedersela con l’avvocato Ruggero Barone (Francesco Scianna), difensore di Linda Monaco (Camilla Filippi), la donna accusata dell’omicidio di Angelica, dopo aver scoperto che era l’amante di suo marito. Barone è senza scrupoli: vincere rappresenterebbe per lui un’occasione di carriera. Ma anche lui è invischiato con la sua bella assistita. In una battaglia senza esclusione di colpi il legale scopre il segreto di Elena e lo usa contro di lei. Nei confronti della pm si apre un’indagine che potrebbe comprometterne la carriera e che la manderà in frantumi dal punto di vista psicologico. Ma lei è determinata e continua l’indagine anche fuori dal processo, con l’appoggio del suo assistente, Andreoli (Simone Colombari). Ogni volta che all’orizzonte appare una svolta, la situazione si ribalta. Infine Angelica avrà la giustizia che merita.

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