Ari Behn, ex marito di Martha Louise, si è ucciso in circostanza misteriose

Ha deciso di farla finita il giorno di Natale, forse per lui il più insopportabile, ormai il più vuoto. Ari Behn, ex marito di Martha Louise, principessa di Norvegia, si è ucciso nella sua casa di Lommedalen, un piccolo paese nei boschi norvegesi dove viveva ormai isolato, in lotta costante con la depressione e con il disturbo bipolare della personalità che non lo abbandonava da anni. L’ha trovato senza vita la polizia il pomeriggio del 25 dicembre.

Poche ore dopo, la casa reale di Norvegia ha espresso il suo dolore in un comunicato: “Ari è stato una parte importante della nostra famiglia per molti anni, e abbiamo ricordi belli di lui con noi”. Poi è stato chiesto il silenzio, per proteggere le tre figlie che Ari e Martha Louise hanno avuto nel corso del loro matrimonio: Maud Angelica, di 16 anni, Leha Isadora, 14, ed Emma Tallulah, 11. Ari Behn ha vissuto gran parte della sua vita sotto i riflettori: scrittore “maledetto” (il suo ultimo libro si intitola Inferno e tratta proprio di malattia mentale), cresciuto in una comunità hippy, ex modello, ex attore con il gusto della provocazione, conobbe Martha Louise nel 2000. In quell’anno la principessa, sempre irrequieta e fuori dagli schemi, aveva deciso di diventare fisioterapista specializzata nel metodo Rosen, una sorta di fisioterapia new age che lavora oltre che sul corpo anche sull’inconscio della persona. Insegnante della principessa era la madre di Ari: fu così che i due iniziarono a frequentarsi.

Lui la definì «la donna più sexy di Norvegia», lei parlò di lui come di «una forza della natura, per di più anche bello». Re Harald e la regina Sonja dovettero accettare quell’unione, cementata sicuramente da un grande amore. Ari non aveva in corpo una sola goccia di sangue blu, Martha Louise decise così di “autoretrocedersi” allo stato borghese, rinunciando agli appannaggi reali ma senza perdere i diritti dinastici e la posizione nella linea di successione: seconda dietro al fratello Haakon, il futuro re che era riuscito a far accettare ai genitori il matrimonio con Mette Marit, ragazza di umili origini e dal passato tempestoso: aveva pubblicamente ammesso di aver fatto uso di cocaina e aveva già un figlio da un precedente legame. Nel 2002 Ari Behn mise in imbarazzo la casa reale realizzando un reportage a Las Vegas in cui, in compagnia di due prostitute polacche, assumeva cocaina.

Lo scandalo fu potente ma questo non fece cambiare idea alla principessa. Ari e Martha Louise si sposarono nel maggio 2002 a Trondhelm. Scrissero anche un libro a quattro mani per raccontare il loro amore, From heart to heart (Da cuore a cuore). Per 15 anni il loro legame ha resistito alle ricadute di Ari nella depressione, mentre Martha Louise ha cercato sempre più rifugio nella spiritualità. “Ci sentiamo colpevoli”, scrissero al momento della separazione “perché non siamo più in grado di assicurare un porto sicuro alle nostre figlie”. Il divorzio, il primo nella storia della casa reale norvegese, arrivò nel 2017. Ora Martha Louise è fidanzata con Shaman Durek, una sorta di sciamano che ha lavorato in passato anche per Gwyneth Paltrow. Lui racconta di essere un resuscitato e si definisce “guaritore di talento” nonché “hacker dell’anima”.

Lei pubblica sui social network post sognanti in cui sbandiera la loro straordinaria intesa. Insieme tengono conferenze: trattano di anima, divinità, morte, meditazione. Martha Louise sostiene di essere in grado di parlare con gli angeli e con gli animali. Ari Behn si era invece sempre più isolato. Era tornato a far parlare di sé quando, due anni fa, in pieno #MeToo, aveva raccontato di aver subito le avance dell’attore Kevin Spacey, allora nell’occhio del ciclone, che durante una cerimonia di premiazione del Nobel gli aveva, secondo il suo racconto, accarezzato una coscia invitandolo poi a uscire dalla sala per fumare una sigaretta. Dopo quell’intervista, di Ari Behn non si era più sentito parlare. Isolato nella sua casa di Lommedalen ha combattuto quanto ha potuto il suo disagio psichico. Fino a che i suoi fantasmi non l’hanno vinto

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