The New Pope, l’intervista a Paolo Sorrentino: un ritorno a fantomatici intrighi

Bianco, oro e porpora. I colori dominanti del secondo affresco sorrentiniano sulle trame vaticane non potevano che essere nuovamente questi. In un tripudio di materialismo profano, liturgia del potere, attacchi terroristici e – forse – prodigiosi miracoli. Ma non tutto è come immaginiamo.

Tra le serie presentate all’ultima Mostra di Venezia – evento speciale Fuori Concorso – The New Pope di Paolo Sorrentino (dal 10 gennaio su Sky Atlantic e Now Tv) ha suscitato entusiasmo sia nella critica internazionale, in particolare quella anglosassone, che in quella nostrana. La serie griffata e SKY, HBO, Canal+ e prodotta da Lorenzo Mieli e Mario Gianani per Wildside, parte del gruppo Fremantle, ricomincia più o meno dove finiva la prima, The Young Pope, ovvero dal malore di Pio XIII (Jude Law). Al Lido abbiamo visto il secondo e il settimo episodio e un breve riassunto dello iato tra queste puntate e di quel che accadrà in seguito.

Il personaggio interpretato da Law si trova in coma e allora verrà nominato il “new pope” del titolo: Giovanni Paolo III (strepitoso John Malkovich). «Credo che questa seconda stagione sia diversa dalla prima» racconta Sorrentino a Ciak. «John Malkovich, in particolare, porta qualcosa di particolarmente inedito. Il suo personaggio è un dandy, proprio come Malkovich nella vita reale, persona ironica, divertente ed estremamente intelligente. Per creare il personaggio del cardinale John Brannox, che diventa Giovanni Paolo III, ho rubato molto alla personalità dell’attore! In parte ci siamo anche ispirati al cardinale e teologo John Henry Newman, citato esplicitamente nella serie. La sua filosofia sulla “via media” è un modello di riferimento per il cardinale Brannox (la teologia della “via media” invita a trovare un punto d’incontro tra protestantesimo e cattolicesimo, Nda)».

Il “nuovo Papa” Malkovich pare ispirato almeno in parte a Papa Ratzinger, per l’aspetto e l’abbigliamento molto curato in ogni dettaglio… In realtà, Pio XIII si rifà a Ratzinger per i costumi quasi medievali e l’attenzione agli accessori. Giovanni Paolo III è ispirato soprattutto a Malkovich stesso (ride, Nda)! Avevo già scritto il personaggio, ma poi, dopo aver conosciuto l’attore, l’ho letteralmente rimodellato su di lui. È vero che ha cominciato a riscrivere la serie ad appena tre mesi dalle riprese? Non ero del tutto contento della prima stesura e ho preferito riscriverla. Mi sono chiuso in casa per due mesi e non ho fatto altro che scrivere.

Ho finito la nuova stesura un paio di settimane prima dell’inizio delle riprese. Giovanni Paolo III dice che la Chiesa è «come una società per azioni, di cui il Papa è l’Amministratore delegato». Lei lo pensa davvero? Non credo che il Papa sia come un Amministratore delegato. Comunque nella serie il vero A.D. è il cardinale Voiello (Silvio Orlando)! Forse ci sono personaggi di quel tipo anche nella realtà vaticana. Questo non lo escludo.

Quando presentò The Young Pope, disse che inizialmente era riluttante a dare un suo sguardo sulla Chiesa. In questa nuova serie troviamo perfino Francesco II, una versione di Papa Francesco… In questa seconda stagione ci sono più rimandi all’attualità, ma Francesco II è solo un nome, non credo sia troppo simile al vero Papa. Certo, si rifà alla filosofia di San Francesco, ma in modo diverso dal Pontefice. Mi interessava soprattutto inquadrare come la Chiesa sia ancora affezionata al suo potere temporale. Il Vaticano è un mondo segreto. Con la prima stagione l’idea era di infrangere un muro e immaginare cosa ci fosse al di là, ma non ho mai ambito a raccontare quel che succede davvero. Cosa pensa del vero Papa Francesco? Anche se ho girato due serie sul Vaticano credo che il mio parere sul Pontefice non sia “autorevole”.

Preferisco non dire cose stupide in merito. Che reazione si aspetta dal Vaticano? Il Vaticano non ha reazioni. Ho però incontrato un importante esponente del Vaticano e mi ha raccontato che si sono molto divertiti con la prima stagione, che guardavano tutti di nascosto. In pubblico però nessuno ti dirà mai che l’ha visto. Si ritiene cattolico? No, ma non mi definirei nemmeno ateo. Mi piacerebbe essere cattolico, mi definirei un “aspirante cattolico”. Non è facile credere in Dio, però mi piace molto la narrazione che ne dà la religione cattolica. Negli episodi che abbiamo potuto vedere non compaiono Sharon Stone e Marilyn Manson. Che ruoli avranno? Sarà una sorpresa. Posso dire che ho coinvolto Manson perché ho scoperto che era un fan della prima serie. In una foto apparsa su una rivista ho notato che la cover del suo smartphone era griffata The Young Pope! InThe New Pope il suo personaggio dipinge e Marilyn, che è davvero anche pittore, ha realizzato di persona i quadri. A fine riprese me li ha regalati. Ovviamente sono piuttosto dark… Potrebbe esserci una terza stagione? Ho già un’idea. Se la produzione vorrà, possiamo realizzarla. Ma ora sono impegnato nella preproduzione del mio nuovo film,Mob Girl, con Jennifer Lawrence.

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