C’è la prova: il 53% delle malattie degli statali erano finte

Miracolo! Nel secondo trimestre dell’anno, cioè da quando è stato sdoganato lo smartworking, i dipendenti statali si sono ammalati il 53% in meno rispetto allo stesso periodo del 2019. Nel settore privato la percentuale scende al 36. Misteri italici. I dati sono stati diffusi dall’Inps.

In testa alla lista dei miracolati, gente che da un anno all’altro è guarita prodigiosamente da cefalee croniche e perenni disturbi gastrointestinali, ci sono i lavoratori pubblici del Sud, che hanno presentato il 62% in meno di certificati di malattia. Al Centro la percentuale è stata del 61. La primavera, tra gli statali, ha giovato maggiormente alle donne (-57 per cento di malattie) che agli uomini (-44 per cento).

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Nel privato invece la statistica è pressoché identica (-37e -36).Anche l’Istituto di previdenza lascia intendere che la primavera mite ha poco a che vedere con questo improvviso miglioramento delle condizioni generali di salute: «Come è noto», si legge nella relazione, «a partire dal 9 marzo il governo ha messo in atto delle misure per il contenimento dell’epidemia che prevedevano la chiusura delle aziende private non appartenenti a settori economici essenziali e il regime di smartworking, maggiormente rilevante per i dipendenti pubblici.

Pertanto la chiusura delle attività economiche, per tutto aprile e parte di maggio, ha avuto come conseguenza un accesso molto limitato agli studi dei medici di base,i quali sono stati contattati quasi esclusivamente perle certificazioni riferibili al Covid, mentre sono state evitate le richieste relative alle eventuali malattie di lieve entità, sia da parte dei dipendenti del settore privato e ancora di più da parte dei dipendenti del settore pubblico». Insomma, da casa, in pantofole, con la televisione accesa, in compagnia dei familiari, degli affetti stabili o dei congiunti, col pranzetto pronto ei cori dal balcone, lavorare col mal di testa o coi disturbi stomaco è diventato d’un tratto sopportabile.

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Prodigio della pandemia! In allegato a questa ricerca mancano i dati sulla produttività nel comparto pubblico da parte di questi novelli lavoratori indefessi, ma abbiamo la sensazione che non li avremo mai. Altri numeri, invece, li abbiamo, e provengono ancora dall’Inps. Le giornate medie di prognosi per lavoratore con almeno un giorno di malattia sono passate da 9,6 nel secondo trimestre 2019 a 15,3 nel 2020 per il settore privato, e da 9,2 a 17,2 per il settore pubblico.

Consistente anche l’incremento delle giornate medie di malattia per certificato (da 5,5 a 8,2 nel privato, da 4,9 a 9 nel pubblico). Sia chiaro: ci sono impiegati statali che lavorano alacremente, bene, e alcuni lo fanno sicuramente meglio dei privati. Gli scansafatiche si annidano ovunque. E però tali numeri, se compariamo i due settori,fanno riflettere.Vuoi vedere che oltre al governo e ai virologi catastrofisti e presenzialisti c’è qualcun altro che tifa per il ricontagio e nuove chiusure?

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