Cosa ha fatto Martina Patti dopo aver ucciso Elena: ha pulito i pavimenti, poi due ore al telefono

Due ore di buco tra l’omicidio e l’arrivo dei carabinieri che Martina Patti avrebbe trascorso al telefono e utilizzato per occultare il cadavere. Oggi l’interrogatorio di garanzia per la 23enne che ha ucciso la figlia Elena Del Pozzo.

C'è un buco di almeno due ore nel racconto di Martina Patti, la mamma che ha lo scorso lunedì ha ucciso la figlia Elena Del Pozzo, di quasi 5 anni. La 23enne di Mascalucia ha infatti confessato agli inquirenti di aver colpito a morte la piccola dopo pranzo ma il suo racconto è apparso confuso e soprattutto non ha chiarito tanti punti: a partire dall'arma del delitto che non è stata ritrovata sino alle modalità con le quali la donna avrebbe poi occultato il cadavere di Elena trasportato in un terreno a circa 600 metri da casa.

Oggi l'interrogatorio di garanzia per Martina Patti

Elementi che potrebbe chiarire quest'oggi durante l'interrogatorio di garanzia dinanzi al giudice per le indagini preliminari, Daniela Monaco Crea, che dovrà decidere se confermare l'arresto. La 23enne al momento si trova in carcere con l'accusa di omicidio premeditato e occultamento di cadavere. Secondo quanto emerge dai tabulati del telefono di Martina, dalle 14 alle 16 sarebbe stata al telefono, contattando diverse persone.

Si tratta delle ore successive all'omicidio di Elena, prima dell'arrivo dei carabinieri di Mascalucia ai quali racconterà, mentendo, del rapimento della figlia. È in questo lasso di tempo che secondo gli investigatori la giovane mamma avrebbe cancellato ogni traccia dell'omicidio e si sarebbe sbarazzata del coltello usato per colpire la bambina, il tutto dopo aver trasportato il cadavere nelle vicine campagne dove poi è stato ritrovato, a circa 600 metri dalla villetta di via Euclide.

Ed è qui che emerge un altro aspetto che dovrà essere chiarito, ovvero se qualcuno possa averla aiutata a sbarazzarsi del corpicino di Elena, ritrovato svestito e coperto da sacchi della spazzatura, e se il complice sia tra le persone chiamate subito dopo il delitto. In questo senso saranno fondamentali le immagini delle videocamere di sorveglianza poste all'esterno della villetta, che potrebbero aver ripreso l'arrivo di qualcuno nei momenti successivi all'omicidio.

Oggi l'autopsia sul corpo di Elena Del Pozzo

Le indagini, coordinate dal procuratore Carmelo Zuccaro, vanno avanti in attesa dell'autopsia che verrà effettuata questo pomeriggio sul cadavere di Elena e dei risultati dei rilievi della scientifica da effettuare nella casa sequestrata che verranno completati sabato. Per il momento, non sarebbero state trovate tracce di sangue evidenti, nemmeno sui vestiti della donna: il sospetto è che la ventitreenne abbia pulito abiti e pavimenti.

“Non ricordo cosa è accaduto quando siamo uscite da casa per andare verso il campo – avrebbe detto Martina durante l'interrogatorio – ho l'immagine del coltello, ma non ricordo assolutamente dove l'ho preso. E non ricordo di avere fatto del male alla bambina, ricordo solo di avere pianto tanto”. Gli investigatori però oltre a un coltello sono alla ricerca di una zappa che la 23enne potrebbe aver usato per scavare il fosso dove poi nascondere il cadavere.

L'avvocato di Martina Patti: Quando parla della figlia piange

"Sta bene, è molto provata e quando parla di sua figlia è travolta dall'emozione e piange", ha spiegato il legale della donna, l'avvocato Gabriele Celesti, dopo averla sentita in videoconferenza. La linea di difesa per l'interrogatorio di garanzia "non è ancora decisa": "valuteremo insieme", spiega il penalista, se rispondere alle domande del giudice o avvalersi della facoltà di non rispondere. "Se lei vorrà colmare alcuni ‘buchi' – osserva il legale – allora farà dichiarazioni aggiuntive. Ma potrebbe scegliere di non farle in questa fase e le farà più avanti".


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