Johnny Depp all’ex moglie Amber Heard, tra accuse reciproche di botte, violenze

Era carismatico e interessante, affascinante e divertente. Sapeva così tanto della vita, che ogni volta che eravamo insieme era una magia. Quando voleva essere affettuoso, diventava dolce e romantico.

Con lui era come uscire con un re, con la sua notorietà e il modo in cui viveva». C’è spazio anche per momenti di tenerezza nella controversia giudiziaria che oppone Johnny Depp all’ex moglie Amber Heard, tra accuse reciproche di botte, violenze domestiche e soprusi vari. Davanti all’Alta Corte di Londra, nella causa per diffamazione che la star di Hollywood, 57 anni, ha intentato contro l’ex compagna, 34 anni, e il tabloid inglese Sun, per averlo definito un «picchiatore di donne», è andata in scena nelle scorse settimane la storia della loro relazione malata.

Cinque anni, di cui 15 mesi da sposati, che definire un inferno è poco. «Ho sempre avuto una relazione con due persone. Uno era Johnny e io amavo Johnny, e non mi sentivo minacciata da lui. Ero terrorizzata dal mostro. E il mostro era il terzo soggetto della nostra relazione», ha detto Amber, 34 anni, che in aula è accompagnata dalla nuova compagna, Bianca Butti, oltre che da sua sorella, Whitney Henriquez.

VERSIONI CONTRAPPOSTE Il mostro era Johnny Depp, che sotto l’effetto di droghe e alcol si trasformava in una furia. Come quando durante le riprese dei Pirati dei Caraibi in Australia, nel marzo 2015, le fece passare tre giorni da incubo: dopo essersi riempito di ecstasy e whisky, il novello sposo – avevano celebrato il loro matrimonio il mese prima nella sua isola privata alle Bahamas – cominciò a picchiarla, accusandola di avergli rovinato la vita e minacciando di ucciderla.

In questo crescendo di violenze e sregolatezze – a quanto pare, anche lei ci andava giù pesante con il bere – a un certo punto però era stato Johnny a ritrovarsi con la punta di un dito tranciata da un vetro. «Mi hai lanciato contro 30 bottiglie», dice lui. «Mi stavi quasi strozzando», replica lei. Dopo 72 ore la loro casa era completamente devastata, piena di cocci rotti, tappeti e cuscini bruciati, con Johnny che aveva insozzato di sangue pareti e divani per scriverle frasi d’amore. Un amore davvero tossico.

Chi ha ragione? «Conosco Johnny da 25 anni, abbiamo cresciuto i nostri due figli insieme. E lo ricordo come un uomo gentile, pieno di attenzioni, generoso e pacifico», racconta Winona Ryder la prima ex moglie di Depp. «Con me non è mai stato violento né offensivo. È un brav’uomo che ha aiutato tante persone», gli fa eco Vanessa Paradis, la sua seconda ex consorte. D’altronde come si fa a contraddire la celebrity più pagata di Hollywood, un divo che almeno fino al 2016 guadagnava 60 milioni di dollari l’anno, se è anche il padre dei tuoi figli?

Opposta la versione di Johnny, che accusa Amber di essere lei la violenta, e mostra delle foto in cui lui appare con un occhio pesto, l’ultima delle quali è del 21 aprile 2016, il giorno in cui sua moglie compiva 30 anni. L’attore aveva appena appreso di essere stato truffato dai suoi manager, che gli avevano portato via 650 milioni di dollari. La scoperta l’aveva mandato nel pallone, rischiava una bancarotta, e così si era presentato con due ore di ritardo alla festa di Amber. Lei non ne aveva voluto sapere, e gli aveva mollato un pugno in faccia.

Non era la prima volta che succedeva, peraltro. La donna si difende, cade in contraddizioni e tira fuori nuovi dettagli che aprono ulteriori squarci sul loro ménage sadico, fatto di continue, reciproche angherie: lui che infierisce sul suo cagnolino, lei che l’umilia per la sua età; lui che le spacca il cellulare, lei che gliela fa nel letto. E poi calci, sberle e umiliazioni. Fino a che, una sera di maggio, le telecamere di casa inquadrano il fondatore della Tesla, il miliardario Elon Musk, mentre sale per un rendez-vous clandestino con Amber. È l’esito scontato di questo gioco al massacro. «Erano due persone innamorate l’uno dell’altra, ma che non avrebbero mai dovuto stare insieme», dichiara un ex assistente di Depp. La sentenza, attesa in autunno, non potrà aggiungere molto di più.

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