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Greta Scarano ha due sogni, adottare un figlio e l’altro….

No, Greta Scarano proprio non se lo aspettava che il successo potesse arrivare con la pandemia, un momento così duro per chi vive di spettacolo. «Sono 20 anni che faccio questo mestiere, ne avevo 14 quando ho iniziato», racconta a Gente l’attrice romana. «Eppure sta succedendo tutto adesso: ruoli forti, fiction di successo, copertine sui giornali. Sono stata fortunata: alcune serie girate prima del lockdown sono uscite tutte insieme, insomma il mio volto ora è riconoscibile».

Le parti importanti di cui parla sono tutte recenti, infilate una dietro l’altra nel 2021. Greta è stata Antonia Nicoletti, la poliziotta della Scientifica che seduce il Commissario Montalbano-Luca Zingaretti e lo induce a lasciare Livia, la compagna storica (20 anni d’amore), con una telefonata nell’ultimo episodio della serie, Il metodo Catalanotti. «Se quella storia avrà un seguito non lo so», dice lei. Dunque non sa se tornerà a baciare Montalbano. Ma di certo quel che c’è stato ha scatenato un acceso dibattito: per qualche giorno i milioni di fan della saga di Andrea Camilleri non parlavano che di questo: com’è possibile mollare Livia a quel modo? Che ha di tanto speciale Antonia?

Poi Greta ha interpretato Ilary Blasi in Speravo de morì prima, serie Sky sulla vita di Francesco Totti, che ha portato alla luce il talento di immedesimazione di Greta. «Sono una che prima di entrare nei panni di qualcuno studia, si impegna, prova e riprova con ossessione maniacale», spiega. In ultimo, Greta Scarano è Anna in Chiamami ancora amore, serie in tre puntate su Raiuno, in cui interpreta una mamma di famiglia alle prese con una dolorosa separazione dal marito Enrico (Simone Liberati).

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«Ho attinto alle mie esperienze personali, a un addio molto faticoso che ho vissuto in passato, anche se nel mio caso non c’erano figli e non abbiamo dovuto passare attraverso avvocati», confida. Nella fiction c’è anche una straordinaria Claudia Pandolfi nel ruolo dell’assistente sociale Rosa. «Lavorare con lei è stato un sogno che si è realizzato», dice la Scarano. «La guardavo in Tv quando ero piccola e l’ammiravo moltissimo. È una donna intensa, un’attrice straordinaria».

La passione per la recitazione è nata precocemente in Greta, anche se per caso. «Mio padre iscrisse me e mia sorella a un corso di teatro, io avevo 5 anni, lei 6», racconta. «I miei genitori mi hanno sempre sostenuta, qualsiasi cosa scegliessi di provare: per esempio, ci fu un momento che volli studiare le percussioni e mi fecero fare un corso. Tentai anche di entrare come regista alla Silvia D’Amico ma mi scartarono. Quando invece mi iscrissi a una scuola di recitazione non ebbi nemmeno il tempo di sapere se mi avessero presa perché ebbi la mia prima parte in Un posto al sole». Arrivarono poi piccoli ruoli. «In Don Matteo, I liceali, Romanzo criminale,», racconta l’attrice. «Ma sembrava che la grande occasione mi sfuggisse sempre». È stato un percorso a ostacoli, in cui Greta non si è mai data per vinta. «Ho fatto una lunghissima gavetta», dice, «e ho avuto tante delusioni. Ricordo un provino per La grande bellezza di

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Paolo Sorrentino. Era per il ruolo di una suora, sembrava cosa fatta e invece nulla. Ora, anche se non mi prendono, va bene così, mi sono fatta le ossa».

Lavorando è arrivato anche l’amore: sul set di Smetto quando voglio 2 (2016) ha incontrato il regista Sydney Sibilia, e ora la coppia è in procinto di cambiare abitazione. «Durante il lockdown è andata bene», spiega l’attrice. «Lui ha montato in casa il film L’incredibile storia dell’Isola delle Rose per Netflix. Non lavoriamo insieme, ma è come se lo facessimo perché ci confrontiamo su tutto, c’è una bella sintonia tra noi». Ad agosto Greta festeggerà i 35 anni, quindi affrontare l’argomento figli è quasi d’obbligo. «Una volta pensavo che fare un figlio fosse un ostacolo alla carriera», racconta, «e poi, pur avendo avuto figli nei film, non ho mai sognato una famiglia o il matrimonio. Ora penso che non vorrei ritardare troppo questa scelta, anche se mi piacerebbe adottarlo, un bambino».

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Al momento l’attrice, che ha un profondo animo “green”, si occupa di sostenere le cause animaliste e di fare quel che può per salvare il pianeta. «Firmo tutte le petizioni possibili e supporto diverse associazioni ambientaliste», ci dice. «Cerco di cambiare le abitudini nocive: ho comprato un’auto elettrica anche se a Roma è difficilissimo ricaricarla. Quando posso uso il monopattino e ho abolito la plastica. Appena si potrà farò un viaggio al Polo Nord per sostenere gli orsi, il cui ecosistema è minacciato dal surriscaldamento globale».

Nel tempo libero – pochissimo – Greta legge soggetti di film che sogna di dirigere. «La regia rimane la mia passione», spiega. «Di ciò che mi piace ho già acquistato i diritti». E sogna pure di tornare a viaggiare e di fare lo sport, sua grandissima passione. «Durante il lockdown mi sono fatta seguire da un personal trainer. Prima però facevo pugilato: era stancante, ma estremamente liberatorio».

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