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Denise Pipitone, Chi l’ha visto? La vita in diretta, Storie Italiane e Quarto Grado, al via il circo mediatico

Da diverse settimane il caso di Denise Pipitone, scomparsa diciassette anni fa da Mazara del Vallo quando aveva solo tre anni e mai più ritrovata, è tornato a infiammare l’interesse mediatico, generando interessanti fenomeni da un punto di vista comunicativo.

Venerdì sera «Quarto Grado» ha dato ampio spazio alla vicenda, «Chi l’ha visto…?» ha registrato ascolti record occupandosi del caso. Una premessa è doverosa: i media (e la tv in particolare) svolgono un importante ruolo nel mantenere alta l’attenzione sulla sparizione, stimolando la ricerca di una verità che dopo quasi vent’anni deve essere ricostruita, soprattutto per rispetto della sofferenza della madre Piera Maggio.

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Non si può fare però a meno di notare come il caso Denise stia portando a un nuovo livello alcune dinamiche già osservate in passato in occasione di casi di cronaca e giudiziari fortemente mediatizzati. Lo spartiacque è stato il caso Cogne, trasformato in un appuntamento serializzato nei talk show, riversato sulla scena mediatica come fosse un reality, in un tripudio di opinioni e voci sul tema.

Anche del rapimento della povera Denise parlano tutti, meno chi forse avrebbe qualcosa da dire per portare finalmente la vicenda a una decisiva svolta: avvocati, sospettati, testimoni chiave, vicini di casa, criminologi, compagnia di giro di opinionisti schierati pro o contro quella o questa teoria, addirittura ex inquirenti che lamentano una mala gestione delle indagini.

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Il circo di comprimari si allarga settimana dopo settimana, a colpi di esclusive tv, con elementi narrativi dalle venature da feuilleton: lettere anonime, congetture e appelli dritti in camera, addirittura l’inquietante siparietto della tv russa che ha rivelato con un test del Dna quasi in diretta l’identità di una ragazza sospettata di poter essere Denise. L’unica speranza è che il cinismo dei media possa portare almeno ad avvicinarsi alla verità.

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