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Il Giardino dei Semplici, chi sono?

Tra i maggiori esponenti italiani della corrente romantica degli anni ‘70, esplodono come fenomeno di massa con “Tu, ca nun chiagne”, una cover dal vago sapore progressive. Nella loro lunga carriera quarantennale, venderanno complessivamente 4 milioni di dischi ed eseguiranno 1.800 concerti in Italia e all’estero.

Il loro marchio di fabbrica è l’utilizzo dei loro caratteristici falsetti corali e la capacità di fondere stili artistici diversi pur mantenendo la propria identità. Il Giardino dei Semplici comincia la propria storia professionale nel febbraio del 1975, per volontà di Luciano Liguori (voce solista, cori, basso), Gianfranco Caliendo (voce solista, chitarre), Andrea Arcella (tastiere, programming, cori) e Gianni Averardi (batteria, percussioni, cori).

Il gruppo era stato assemblato mesi prima da Averardi, dunque “adottato” dai produttori Totò Savio e Giancarlo Bigazzi. Il loro esordio è baciato dalla sorte ed il primo singolo, “M’innamorai”, riceve un’ottima accoglienza e scala rapidamente le classifiche nazionali: nel giro di poche settimane è già al 5° posto e, poco dopo, approda al Festivalbar. La band è caratterizzata da un sapiente mix di melodie raffinate, falsetti corali di grande impatto, una musica incisiva ed atmosfere all’epoca considerate moderne.

Dello stesso anno è il 45 giri “Tu, ca nun chiagne”, rivisitazione rock del brano dialettale scritto da Bovio e De Curtis: il successo stavolta è travolgente e il gruppo arriva a vendere oltre un milione di copie. E’ il tempo giusto per un primo LP.

Nel 1976, il Giardino dei Semplici pubblica un eponimo disco, contenente i due famosi singoli e altre ottime canzoni come “Angela” (da un brano anonimo settecentesco della tradizione napoletana), “Una storia” e “Basta avere lei”. Il primo tour conta 176 tappe in tutta Italia. Contemporaneamente esce un altro 45 giri che scala le classifiche, grazie ad entrambe le facciate, e fa guadagnare al gruppo una seconda apparizione al Festivalbar: “Vai”/”Tamburino”.

È il momento di esordire anche al Festival di Sanremo. E’ il 1977 e “Miele”, melodica e romantica canzone dal sapore estivo, risulta il singolo più venduto della manifestazione e diventa rapidamente un classico. Lo stesso brano varrà alla band anche il premio Telegatto di TV Sorrisi e Canzoni. “Miele” viene inclusa nel secondo album “Le Favole del Giardino”, che comprende anche “Napoli, Napoli”, inno dedicato alla squadra di calcio.

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La popolarità dei quattro ragazzi è alle stelle. Viene lanciato al Festivalbar del 1978 “Concerto in La Minore (dedicato a lei)”, un altro brano che spopola nei juke-box, e la band si esibisce negli Stati Uniti ed in Canada in un tour trionfale che dura un anno.

In seguito, dalla CGD passano alla casa discografica WEA (Warner). Nel 1979, il loro terzo album “B/N” (Bianco e nero), completamente in dialetto, si inserisce nella prolifica corrente New Wave napoletana, che avrà come massimi esponenti Pino Daniele ed Edoardo Bennato. È un sound ritmato, ricco di percussioni e strumenti acustici, mentre gli arrangiamenti risultano decisamente più curati, complessi ed ambiziosi. “Silvie”, in particolare, sarà molto apprezzata e attirerà nuovi fan in Italia e all’estero, grazie ad una versione cantata in finlandese da Katri Helena.

La band dunque si imbarca in un suggestivo tour con tanto di costumi a tema e scenografia imponente, registrando il tutto esaurito. Nel 1980 avviene il primo cambio di formazione: ad Averardi subentra Tommy Esposito, batterista pirotecnico nonché vocalist e co-autore.

Lo stesso mese esce il singolo “Carnevale da buttare”, che conferma l’evoluzione della band. Vengono quindi pubblicati due albums ad ampio respiro, poliedrici e graffianti: “…E amiamoci” (1982) e “Giallo” (1983). Nonostante la crisi discografica delle bands italiane, i lavori riscontrano vendite favorevoli e permettono al quartetto di girare in tutte le più importanti trasmissioni musicali Rai e Fininvest.

Il Giardino dei Semplici si riconferma ulteriormente, come nell’anno del suo esordio, grazie alla tradizione napoletana: “Ed è subito Napoli” (1985) è una raccolta di classici rivisitati in chiave semi-elettronica.

Il cartone animato collegato al disco, in onda sulle reti Fininvest, contribuisce al successo commerciale del disco. Nel 1987 nascono gli studi di registrazione Gidiesse Recording a Fuorigrotta (quartiere partenopeo che ospita lo stadio S. Paolo): sotterranei e suggestivi, saranno un punto di incontro e di ritrovo per numerosi artisti nazionali ed una vera e propria fucina di albums importanti.

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La band pubblica anche un singolo che, nel tempo, diventa un evergreen della tifoseria calcistica: “Un’altra canzone per Napoli”. Nel 1989 viene lanciato il disco “Zingari”, che segna una nuova virata verso sonorità elettroniche e atmosfere orientaleggianti.

Viene anche filmato il primo videoclip della loro carriera, “Lo sai che il mondo è blu?”. La voglia di sperimentare non si placa e, nel 1993, segue un disco in napoletano dalle sonorità acustiche ed etniche dal titolo “Otto Quarantotto & Ventisette”, distribuito dalla WEA, che si avvale della partecipazione di artisti quali Valentina Stella, Gigi De Rienzo, Paolo Raffone e Daniele Sepe. Seguono diversi anni in cui la band si divide tra tours di successo e la produzione di giovani promesse della musica leggera.

Dunque, nel 1997 il quartetto decide di riproporre i brani più rappresentativi della propria storia attraverso nuove incisioni; esce quindi “Settelune”, una compilation che contiene anche tre inediti: “Mani”, “Male d’amore” ed il brano omonimo che dà il titolo all’album.

Nel 1998, gli studi Gidiesse vengono ristrutturati per ospitare un’importante scuola musicale, diretta dal gruppo, che nel tempo costituirà un punto fermo per centinaia di giovani. L’anno dopo, la band partecipa all’iniziativa benefica “Un’onda nel mare”, che dà vita ad una canzone inedita dove il quartetto viene affiancato da artisti del calibro di Peppino di Capri, Gigi D’Alessio, Enzo Gragnaniello, Tullio De Piscopo e tantissimi altri. Nel 2000 il gruppo lavora ad un originale e ambizioso progetto ispirato all’anno del Giubileo.

Nasce quindi uno straordinario disco patrocinato dal Santuario di Pompei, “Canta e cammina”, che contiene brani concepiti dal vescovo di Ischia Filippo Strofaldi ed il teologo Mons. Bruno Forte, musicalmente riadattati ed eseguiti dalla band. Nel 2005, il Giardino dei Semplici festeggia i 30 anni di carriera con due opere di rilievo: “Napoli unplugged”, una raccolta di cover acustiche di classici napoletani, ed il cofanetto antologico “Trenta” (RAI Trade, 2 Cd + 1 Dvd), contenente sette brani inediti. Singolo di punta è “T’innamorerai”, scritto con Gigi D’Alessio.

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L’anno culmina con un grande concerto al Palapartenope di Napoli, davanti ad una folla di oltre 4.000 spettatori. Segue una fase di intelligente riflessione artistica, dove la band si concentra sulla consueta attività live ed alcune apparizioni televisive Rai di grande risonanza.

Nel 2010, i quattro sono protagonisti di una trasmissione televisiva campana, una “docu-fiction”. Nel 2011 viene proposto sul mercato un Dvd live. Agli inizi del 2012, a Caliendo subentra il valente chitarrista e vocalist Savio Arato, ed il Giardino dei Semplici pubblica il disco dal vivo “Semplicemente live”. Vengono inoltre lanciate le loro pagine Facebook ufficiali, che in pochissimi mesi di vita registrano numeri incredibili.

L’anno dopo è la volta dell’acclamato album di inediti “Argento vivo”, brillante mix di melodia, rock ed impatto sonoro, che segna la loro ennesima maturità artistica ed autoriale. Il lavoro viene molto apprezzato dalla critica e riscontra un ottimo consenso commerciale.

Dall’album vengono tratti cinque sofisticati e visionari videoclips: “Grande grande”; “Abbracciami”; “I love you” (girato a Londra); “Se un giorno tu” e la title-track. Nel 2015, il trio internazionale de Il Volo vince il Festival di Sanremo con il brano “Grande amore”, co-scritto da Tommy Esposito.

Il GDS, come viene da sempre colloquialmente soprannominato dalla legione di fans sparsi per lo stivale, festeggia il quarantesimo anniversario della propria carriera con un grande concerto-evento all’Auditorium Rai di Napoli, impreziosito dalla presenza di importanti ospiti di caratura nazionale, prossimamente in onda su Rai 2. Viene infine lanciato sul mercato un libro biografico scritto dal giornalista Carmine Aymone, “Quella sera che inventai il tuo nome” – 1975/2015: 40 anni in musica, pubblicato da Guida Editori e distribuito da Mondadori, che presenta in allegato un nuovo disco dal vivo, la ventesima pubblicazione ufficiale della band.

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