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Franco Battiato compagna, moglie o figli?

Il cantautore non ha mai avuto nemmeno figli e la motivazione è stata data proprio da lui stesso. “Le avrei tirato addosso una sedia. Io non potrei mai stare con qualcuno che mi dice: dove andiamo stasera? Ma tu pensa per te. Voglio dire: vuoi che stiamo insieme ogni tanto? Ok. Ma nulla di più”. Queste le parole di Battiato, rivelate nel corso di un’intervista.

L’Enigma Battiato, la sua concezione geometrica della spiritualità e dello spazio occupato dall’essere umano appeso a un hilito nel cosmo, ha viaggiato irregolarmente attraverso il mondo. Di solito succede con gran parte dei musicisti italiani.

Al di fuori del suo paese, ha vissuto come autore di culto idolatrato da artisti come David Byrne, John Cale e Brian Eno … anche in Italia grandi direttori come Claudio Abbado o Riccardo Muti, hanno mostrato grande rispetto per il suo lavoro. In Spagna, tuttavia, vendette centinaia di migliaia di copie e trovò un pubblico capace di cantare dal primo all’ultimo testo delle sue canzoni. Un viaggio naturale, accompagnato da quello strano desiderio delle etichette discografiche di tradurre i loro pezzi in spagnolo.

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Gli adattamenti, tuttavia, furono fatti con estrema cura e usati per andare a musicisti di comprovata sensibilità battiatiana. Jota, cantautore di Los Planetas, e Manu Ferrón, del Solynieve Expert Group, erano incaricati di sbarcare Open Sesame (2013) in spagnolo. Si sono recati a Milano, hanno condiviso cinque giorni di studio con una “cultura amichevole, straordinaria e sempre preoccupati che tutti si sentiranno a proprio agio”.

Le tracce di Battiato, ammette Jota, si trovano anche a Los Planetas, forse il gruppo pop spagnolo più influente degli ultimi 20 anni. “Sono interessato a ricercare la formazione della musica popolare, come viene creata, come viene costruita. Ho sempre cercato quel percorso che ha esplorato. Da esso devi anche imparare la lezione su come applicare determinate frasi o concetti popolari in canzoni che hanno una maggiore complessità intellettuale. Costruisce tutto il suo lavoro su quell’idea, su come la cultura popolare forma quella dell’élite. È stata l’ultima volta che si sono incontrati.

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Il 17 settembre 2017 il teatro romano di Catania ha partecipato al concerto finale di Battiato. Due anni prima, durante una performance a Bari, aveva subito un femore rotto dal quale faticava a riprendersi. Voci sulla sua salute cominciarono a circolare. Altri quattro dovevano accompagnare quella performance. Nessuno sa se sia stata una coincidenza che quell’addio alla francese sia avvenuto nella città che lo ha visto fare i primi passi.

Ma non gli è stato sentito nient’altro fino all’anno scorso ha lanciato Toreneremo ancora, registratocon la Royal Philharmonic e costruito su vecchie canzoni e un unico nuovo brano che sembrava annunciare qualcosa. “La vita non finisce. È come il sogno. Nascita come risveglio. Fino a quando non saremo liberi, torneremo ancora. Questa volta il suo manager ha detto che sarebbe stato il suo ultimo ballo. Ma come cantava in Mondi Lontanissimi (1985), potrebbe non esserci più tempo o spazio nella sua musica. Battiato crede nella reincarnazione. “E ‘idiota pensare che siamo venuti dalla scimmia”, ha detto una volta. E non prendiamoci in giro, se stai ancora cercando di trovare il tuo baricentro, è meglio che torni presto. Anche se si è trasformato in quel cinghiale bianco.

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