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Fotinì Peluso, l’amore tossico lo vive solo in Tv

Avere 22 anni e fare l’attrice significa anche portare all’attenzione di tutti i temi e i problemi che i giovani vivono ogni giorno. Nella serie La compagnia del cigno 2, in onda su Raiuno (ultima puntata il 16 maggio) Fotinì Peluso è Barbara, una dei sette adolescenti del Conservatorio di Milano guidati dal severo maestro Luca Marioni (Alessio Boni). La musica classica non era mai stata al centro di una fiction ma il successo della prima stagione de La compagnia del cigno, andata in onda nel 2019, aveva dimostrato che l’arte, la disciplina e l’impegno sono aspetti di cui si sente il bisogno. «Tra i sette protagonisti io sono l’unica a non essere stata reclutata dal regista Ivan Controneo direttamente dal Conservatorio, ma anch’io sono una musicista», dice Fotinì

«Ho studiato per undici anni il pianoforte da privatista, dunque quando in scena si vede che suono lo faccio davvero. Per il fagotto, invece, ho imparato a muovere le dita, ma per i suoni sono stata doppiata».

La musica e le complesse dinamiche tra gli adulti (nel cast c’è anche Anna Valle) non sono l’unico tema che ha tenuto incollati allo schermo milioni di telespettatori. Anche tra i ragazzi, rispetto alla prima stagione, le cose sono cambiate: c’è da affrontare l’esame di maturità e l’ingresso nel mondo accademico, aumentano la tensione e la competizione.

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Si complicano anche i legami affettivi. Barbara ha chiuso una storia con Domenico (Emanuele Misuraca) e ha un amore tossico con Lorenzo (Giacomo Del Papa). «Si tratta di un rapporto fatto di manipolazione», spiega Fotinì, «e anche di violenza fisica e psicologica.

All’inizio, leggendo il copione, avevo detto al regista che era troppo forte per me. Poi, grazie a lui e al bel rapporto con gli attori, ci ho provato. Dopo ogni scena d’impatto, però, tornavo a casa e mi facevo una tisana per tranquillizzarmi. Essermi immersa per sei mesi nella vita del mio personaggio è stato formativo: ho capito che non sono come Barbara, certe situazioni le evito proprio. Per fortuna la vicenda ha un risvolto positivo: lei trova la forza per parlarne, per aprirsi, per liberarsi».

Quello dell’amore malato non è l’unico tema di attualità che Fotinì si è trovata ad affrontare sul piccolo schermo. La giovane attrice è protagonista anche di Nudes, serie a episodi su Raiplay. «Io sono Sofia», ci spiega, «un’adolescente solare e piena di progetti, la cui vita viene sconvolta quando un suo video intimo viene condiviso Online. Trovo positivo che si parli di revenge porn in una serie Tv, anche se io non ho un’esperienza simile da raccontare. Non sono mai stata amante dei social: una cosa anomala per i miei tempi, per la mia generazione».

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In questi due anni, dall’esordio in Tv nella prima stagione di La compagnia del cigno, la vita di Fotinì è cambiata. Classe 1999, nata a Roma da papà italiano e mamma greca (il suo nome è un omaggio alle sue origini elleniche e significa “luminosa”), negli ultimi mesi ha alternato gli studi universitari (si è laureata da poco in economia) alla recitazione.

«Il successo inaspettato della prima serie di La compagnia del cigno», racconta, «ha portato altri lavori. In piena pandemia, quando il mondo dello spettacolo era fermo, sono passata da un set all’altro». L’estate scorsa, l’attrice è stata Guenda nel film Netflix Sotto il sole di Riccione, accanto a Isabella Ferrari e Andrea Roncato. Anche la vita privata è in fase di trasformazione. «Mi sono lasciata da poco con il mio ragazzo, per metà francese, con cui stavo dai tempi del liceo. Non so se è finita, si vedrà».

Come piace ai giovani della sua età, Fotinì preferisce guardare al futuro in modo fluido, senza ipotecare nulla. «Non ho ancora deciso se la recitazione sia la mia vera strada», svela. «Ho iniziato questo mestiere assolutamente per caso. Avevo 17 anni, ero con gli amici a “perdere tempo” fuori da un centro sociale quando mi dissero che dentro stavano facendo il casting per un film. Si trattava di Un bado di Ivan Cotroneo.

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Venni trascinata davanti al regista: mi fece il provino e mi scartò. Non ero adatta alla parte. Non ci rimasi male, affatto. Ma Ivan non si dimenticò di me e mi chiamò anni dopo per La compagnia del agno. Da lì è iniziato tutto». Anche gli studi in economia sono stati scelti per caso. «Sono andata per esclusione», racconta. «Ma ora ho scoperto che mi piacciono i numeri e il marketing. Mi voglio iscrivere a un master in statistica biomedica e, chissà, potrei pensare di farla diventare una professione». Persino il luogo in cui vivrà non è certo. «Ora sono in Francia a girare la seconda stagione della serie Or noir, storia di una rapina», spiega. «Durante l’università ho trascorso un periodo a Parigi con l’Erasmus e ne sono rimasta affascinata. Per quanto ami la mia città, Roma, potrei pensare anche di diventare parigina».

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