Ezio Greggio e Raoul Bova a Montecarlo

Era il 2001 quando, per la prima volta, il Grimaldi Forum di Montecarlo ospitò il Film Festival de la Comédie, kermesse nata da un’idea di Ezio Greggio e Mario Moni-celli. «È stato un richiamo mistico. In una notte buia e tempestosa di agosto sentii una voce dall’alto che urlava: “Ezioooo, devi fare un festival qui a Montecarlo dedicato solo alla commediaaa. Prestoooo”. Allora
urlai verso il cielo: “Chiunque tu sia, se me lo chiedi con sto tempaccio sembra che preferisci un horror”.

Era piena estate: il vento cessò, smisero i tuoni e cominciò a nevicare: a quel punto capii che dovevo farlo. Andai da Monicelli, gli raccontai il sogno fatto e gli proposi di fare un festival di sole commedie. Disse subito sì. E aggiunse: “Però la sera mangia più leggero perché la notte poi hai gli incubi”».

Greggio non sta più nella pelle, dal 31 maggio al 5 giugno porta in scena la nuova edizione del suo festival, la numero 18. Come presidente di giuria ha voluto un artista amatissimo, orgoglio d’Italia: Raoul Bova. «Oltre a essere un grande attore, che ha girato film anche in America, ha accumulato in tanti anni di carriera una esperienza vasta in tutti i generi cinematografici, inclusa la commedia, che lo ha portato a essere uno dei personaggi più amati e apprezzati dal pubblico italiano. È un onore averlo con noi. Inoltre, per l’amicizia e la stima che ci lega, sarà bello trascorrere una settimana fianco a fianco», racconta Greggio. «Ci conosciamo da tantissimi anni.

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Di lui mi è sempre piaciuta l’affabilità con tutti, in quello ci assomigliamo molto. Ovviamente, si vede ad occhio nudo, io sono molto più bello…». Bova sorride. «Per me è una grossa responsabilità essere il presidente di giuria. Appena Ezio me l’ha proposto mi sono domandato se fossi in grado di ricoprire il ruolo, ma mi sono fidato del suo istinto. Dopo trent’anni di cinema affronto questa esperienza con attenzione, impegno e grande umiltà», prosegue l’attore romano. «Pensandoci, emerge una cosa: che gli anni sono passati, che di esperienza ne ho parecchia alle spalle, così come parecchie sono le soddisfazioni che porto nel cuore.

Ad agosto festeggerò 50 anni, ho raggiunto un’età che mi apre nuovi orizzonti. Quelli che, anni fa, nemmeno potevo immaginare». Greggio è entusiasta del suo presidente: «Raoul è il figlio che tutte le mamme vorrebbero avere, il fidanzato o il marito che ogni donna sognerebbe. È una bella persona, fisicamente e umanamente». E Bova replica: «Di Ezio apprezzo l’energia, la passione e l’entusiasmo che mette in tutto ciò che fa. Mi piace la sua ironia e anche la disponibilità, l’essere alla mano, la signorilità e la gentilezza, doti rare e preziose. Quest’anno incontrarsi per celebrare il cinema ha un valore in più, vuol dire ripartenza dopo un periodo molto complicato.

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È uno dei motivi per i quali ho scelto di dare il mio contributo stando in giuria». Raoul non sarà solo. «Accanto avrà l’attrice francese Sara Forestier, due volte premio César, Mario de la Rosa, tra i protagonisti de La Casa de Papel, il talentuoso Giacomo Ferrara, che abbiamo visto in Suburra, prima serie di successo internazionale di Netflix Italia, e il critico Mario Sesti. Tra gli ospiti, da Hollywood arrivano Chazz Palminteri, indimenticabile coprotagonista di I soliti sospetti, e Nick Vallelonga, il due volte premio Oscar per Green Bo Quest’anno la situazione è migliorata, le vaccinazioni qui a Montecarlo stanno andando molto bene, c’è un’ottima organizzazione.

Rispetteremo le norme imposte dal governo di Monaco: tutti gli ospiti dovranno aver fatto il tampone, indossare la mascherina anche in teatro, dove i posti saranno alternati. Sul palco e nella serata di gala manterremo le distanze di sicurezza con premiatori e premiati», assicura Greggio. Il festival va a illuminare un periodo già d’oro per Bova. Dopo il grande successo con Buongiorno mamma, il 3 giugno torna su Canale 5 con un docu-film dal titolo Ultima gara, incentrato sulla vita di cinque uomini accomunati dalla passione per il nuoto. «Cinque atleti, Manuel Bortuzzo, Emiliano Brembilla, Filippo Magnini, Massimiliano Rosolino e io che, tra incertezze e paure, decidono di mettersi in gioco per superare se stessi in un’impresa: ributtarsi in acqua per l’ultima gara. È un film emozionante, narra la storia vera, la realtà di cinque nuotatori. Non le medaglie vinte, ma la loro vita», spiega Raoul.

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Ma se voi due doveste fare un film insieme che ruoli potreste avere? «Tantissimi», risponde Ezio. «Saremmo una bella coppia. Potremmo essere due poliziotti, uno bravissimo e sempre in azione, lui, e uno sbadato e facilone che si caccia nei casini, io. Ma anche due missionari in Africa, uno dei quali mentre di notte sta al cellulare e parla non si accorge che si allontana dal villaggio e finisce in mezzo alle bestie feroci: Raoul lo salva il giorno dopo». Bova sorride. «Io ci vedrei bene anche in un remake di In viaggio con papà, anche se forse non ci siamo con le età, o magari Il sorpasso, del maestro Dino Risi». Greggio ascolta e…: «Sai che più ci penso e più sono convinto che saremmo una bella coppia al cinema o in una fiction?». Vi diamo un suggerimento: i principi di Montecarlo, Alberto II di Monaco permettendo.

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