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Denise Pipitone svolta clamorosa: intercettazione potrebbe ancora una volta riaprire il caso

o vuoi sapere cu fu tannu? Io cu Giuseppe”. È questa la sconvolgente intercettazione registrata lo scorso 25 maggio, durante la nuova indagine sulla scomparsa di Denise Pipitone, la bimba sparita da Mazara del Vallo il primo settembre 2004. A parlare, a bassa voce, con la figlia minore Alice, mentre si trova in casa, è Anna Corona, ex moglie di Pietro Pulizzi, papà biologico di Denise.

La donna è finita al centro dell’inchiesta che ora i magistrati vorrebbero archiviare. Ecco la traduzione di quelle parole in dialetto: «Lo vuoi sapere chi è stato allora? Io con Giuseppe». Il Giuseppe a cui la donna fa riferimento non è stato identificato.

Per le parti civili Anna Corona stava parlando proprio della scomparsa della bimba. Per questo motivo, su questa intercettazione e su altre, non tenute in considerazione dalla Procura di Marsala, gli avvocati del papà e della mamma di Denise, Pietro Pulizzi e Piera Maggio, hanno presentato opposizione alla richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura, ma solo nei confronti di Anna Corona, non degli altri indagati. L’udienza davanti al giudice per le indagini preliminari che dovrà pronunciarsi sulla richiesta di archiviazione è stata fissata per il prossimo 23 novembre.

Le parti civili chiedono che le indagini proseguano. Nel frattempo, lo scorso 26 ottobre, è stato il 21esimo compleanno di Denise. Mamma Piera, come sempre, ha ricordato sua figlia e le ha fatto gli auguri: «Buon compleanno. Sappi sempre, ovunque tu sia, che la tua vera famiglia ti ama e non ti ha mai dimenticata. Nel cuore e nella mente tu ci sei. Noi non molliamo». Insieme agli auguri è arrivata anche la nuova Age Progression, ovvero il volto “nuovo” di Denise, realizzato su commissione della famiglia dagli specialisti che hanno invecchiato l’immagine che tutti noi conosciamo della bimba sparita da Mazara del Vallo il primo settembre del 2004.

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Anche se di Denise non si sa più nulla, se sia viva e dove sia finita, la nuova Age Progression ci restituisce una immagine di lei, ormai donna, con i capelli lunghi e castani, gli occhi vispi e lucenti che somigliano molto a quelli di mamma Piera. «È una ricostruzione», ci tiene a precisare la donna. Tuttavia, in molti sperano che quella bella ragazza sia davvero così e abiti sana e salva, in qualche parte del mondo.

Per il 20esimo compleanno di Denise era stata realizzata una Age Progression da parte degli uomini del Ris che, però, non era piaciuta alla famiglia, soprattutto perché l’avevano vista sui media e non era arrivata prima a loro. Aveva detto a Giallo Piera Maggio: «Si tratta di una immagine che riteniamo non coerente con quelle precedenti, due nel 2008, una nel 2014, e oggi nel 2020, tutte diverse tra loro, sembrano persone diverse. Sarà magari la nostra impressione, quella che oggi dovrebbe essere una ragazza di 20 anni a noi è sembrata una bambina di 8. Sicuramente abbiamo bisogno di metabolizzare ed accettare il nuovo invecchiamento. Avremmo preferito altri metodi d’informazione, più vicini al lato umano, ma forse noi, genitori di una bambina rapita e mai più vista, siamo troppo esigenti, esagerati, emotivi. Chissà». Questa volta, invece, è andata diversamente.

È stata la stessa Piera Maggio a diffondere la fotografia e a cambiare anche le locandine sul web diffuse per la ricerca di Denise. Si vede Piera con in braccio Denise da piccola e poi, a fianco, la nuova Age Progression, in primo piano rispetto a tutto il resto. La speranza è come sempre che qualcuno si riconosca in quella immagine oppure che qualcuno abbia visto Denise da qualche parte nel mondo.

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Il 26 ottobre mamma Piera e papà Pietro Pulizzi hanno voluto festeggiare la loro ragazza facendo volare in cielo dei palloncini blu, come cantava Denise in un filmato in cui si vede la bimba felice,
all’età di tre anni, mentre canticchia: «Palloncino Blu, su su su, nel cielo se ne va, su su su». Di recente sulla base di questo ritornello è nata anche una canzone per Denise, di Nicola Giacalone, che inizia con «ma quel palloncino è volato via, sembra sparito dietro una bugia».

E in effetti Denise è vittima di un rapimento e di tante bugie che hanno impedito e impediscono il suo ritorno a casa da ormai 17 anni. I suoi sequestratori sono ancora ignoti e nessuno è in carcere per la sua sparizione. Jessica Pulizzi, la sorellastra della piccola sparita da Mazara, all’epoca dei fatti 17enne, è l’unica a essere finita sotto accusa per il rapimento della sorellina, ma è stata prosciolta in via definitiva. È una donna libera.

I magistrati non l’hanno potuta condannare per «assenza di indizi e prove certe utili a dimostrare che nei quindici minuti indicati come orario del possibile rapimento Jessica lo abbia compiuto». La famiglia Pipitone comunque non si arrende. Di recente, come abbiamo ricordato all’inizio dell’articolo, è stata aperta una nuova inchiesta ma purtroppo, anche in questo caso, alla base c’erano bugie di mi- tomani o di personaggi “in cerca d’autore” i quali hanno raccontato di aver visto Denise il giorno della scomparsa insieme ad Anna Corona, ex moglie di Pietro Pulizzi, padre della piccina, o a Giuseppe Della Chiave, nipote dell’uomo sordomuto che disse di averla notata proprio quel primo settembre e proprio in braccio a suo nipote. I loro racconti sono risultati completamente inventati.

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La speranza del legale di Piera Maggio, Giacomo Frazzitta, che si è opposto alla richiesta di archiviazione, è che le indagini proseguano per approfondire il contenuto di alcune intercettazione, come quella riportata all’inizio dell’articolo, registrate dai carabinieri nel corso di questa seconda indagine. Lo si saprà solo a fine novembre. E ora torniamo indietro nel tempo e vediamo insieme come sono andati i fatti.

Il primo settembre 2004 è mercoledì mattina. La piccola Denise si trova davanti alla casa di famiglia in via Domenico La Bruna. È stata affidata alla nonna materna. L’ultima volta che viene vista è poco prima delle 11.45. Gioca in giardino. La nonna, in cucina, si accorge della scomparsa alle 11.50. Seguono ore di ricerche, mesi di falsi avvistamenti e infruttuose segnalazioni. Il cerchio si stringe intorno alla famiglia Corona. L’indagata numero uno è la sorellastra di Denise, Jessica Pulizzi che, però, viene assolta nei tre gradi di giudizio. L’ipotesi era che la giovane provasse un profondo senso di gelosia nei confronti del padre, Pietro Pulizzi, il quale aveva avuto Denise da una relazione con Piera Maggio. Si è poi ipotizzata la complicità di altre persone, vicine a Jessica, fra cui la madre Anna Corona. Ma non ci sono prove. Mamma Piera non vuole però che si spengano i riflettori, prega e spera di poter riabbracciare sua figlia.

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