Green Pass obbligatorio, ma lo controllano?

Proviamo a fare mente locale. Quante volte, sedendosi in un bar o in un ristorante, andando al cinema o in palestra, viaggiando in treno o in aereo, hanno controllato il nostro Green Pass? Il certificato verde in tutti questi casi è obbligatorio: solo chi è vaccinato, chi nelle 48 ore precedenti è risultato negativo a un tampone, chi è guarito, può ottenerlo e può quindi tentare di seguire un tran tran pre-pandemia. E in ogni caso deve essere controllato.

Succede? Gente ha fatto una prova sul campo e i risultati sono controversi. In qualche caso il controllo c’è stato, in altri è arrivato su sollecitazione, in altri ancora tutto si è svolto come se non esistesse. Non è una polemica sterile. Nelle ultime settimane, con la crescita di infettati e ricoveri, si sono susseguiti gli appelli da parte di sindaci e presidenti di Regione per una stretta proprio sui Green Pass: «Dobbiamo garantire alle attività di rimanere aperte e a chi è immunizzato di continuare la vita sociale», spiegano all’unisono. Presto, quindi, solo guariti e vaccinati avranno il Green Pass garantito e potranno quindi tentare una vita normale.

Per gli altri, ristoranti, palestre, musei e cinema off limits (all’aperto potrebbero scattare eccezioni) e trasporti solo se si ha un tampone (il cui periodo di validità dovrebbe ridursi). Già, ma se poi nessuno esamina il documento... Aeroporto di Milano Linate: ai controlli di sicurezza prima di accedere ai gate, tutti i passeggeri sono fermati e un addetto controlla con uno scanner possesso e validità del Green Pass. All’Aeroporto di Bari la verifica è solo visiva: un addetto chiede di vedere il certificato. Ma è valido? «I controlli con la app VerificaC19 sono effettuate al check in, per chi consegna il bagaglio, e comunque al gate», fa sapere l’ufficio stampa di Aeroporti di Puglia ricordando però che non tutte le compagnie aeree si affidano a loro.

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Ita, per esempio, ha un contratto con una società esterna e ai gate il controllo è visivo: il possesso del Green Pass non vuol dire però che questo sia ancora valido o che non sia un falso. Contattata da Gente, la compagnia aerea fa sapere che “nelle procedure di imbarco di tutti i suoi voli segue le normative previste dal decreto legge 111 del 6/8/21 con un’attenzione maniacale alla sicurezza dei propri passeggeri. Secondo il decreto il personale di scalo è tenuto a verificare visivamente al check in e ai gate (per chi ha il Web check in) la documentazione attestante l’avvenuta vaccinazione anti-Sars-CoV-2, indipendentemente dalla presenza e/o utilizzo di strumentazione elettronica per la scansione del QRcode”. E viaggiando in treno? Nessun controllo alle stazioni ferroviarie per imbarcarsi sull’alta velocità. «La verifica viene effettuata a bordo assieme al biglietto», spiega a Gente Fabio Sgroi, direttore Salute e sicurezza di Italo. «Se non si ha il Green Pass si è invitati a scendere dal treno alla prima fermata utile chiedendo, se è il caso, l’intervento della Polizia ferroviaria.

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Succede una quindicina di volte al giorno». Cambio di scena. Milano, cinema Odeon: sabato alla proiezione di The French dispatch, l’ultima fatica di Wes Anderson, nessun controllo. «Apprendiamo con rammarico e sorpresa quanto accaduto lo scorso weekend a Milano. Ci assumiamo la responsabilità piena di quello che, ci teniamo a sottolineare, è stato un caso isolato e ci impegneremo a fare in modo che rimanga tale», fanno sapere da The Space Cinema, la società che gestisce la sala milanese e altri 35 multisala in Italia. «Il circuito The Space Cinema è stato tra i primi a dotarsi di ogni dispositivo utile alla sicurezza e al controllo all’interno del cinema, in sala come nei luoghi di potenziale assembramento».

Stessa cosa al Caffè Mulassano di Torino, uno dei locali storici d’Italia, aperto nel 1907. Sabato pomeriggio, sedendosi all’interno del bar, nessun controllo: «Il direttore ha in carico di chiedere il certificato a tutti i clienti e ringrazio per la segnalazione. Se il controllo non è stato fatto, sicuramente potrebbe essere dovuto all’affluenza: sabato sono stati serviti seicento clienti», risponde a Gente Patrizio Abrate, legale rappresentante della società che ha in gestione lo storico locale. Vero è che non sempre la richiesta del Green Pass è ben accolta dai clienti. Sabato in un bar a ridosso del Circo Massimo a Roma sono dovuti intervenire alcuni agenti in borghese.

Durante un corteo no vax alcuni manifestanti entrati nel bar, alla richiesta di mostrare il certificato hanno risposto con ingiurie e minacce: «Non denuncio perché passerei le mie giornate a denunciare, è un anno e mezzo che fanno le manifestazioni al Circo Massimo e vengono nel bar senza mascherina o non vogliono mostrare il Green Pass. Se la prendono con noi piccoli esercenti che siamo tenuti per legge a chiederlo», ha detto sconsolata la barista. Torniamo quindi alla domanda iniziale.

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I Green Pass vengono controllati? «Dal 6 agosto, quando è scattato l’obbligo, abbiamo effettuato a livello nazionale oltre 11 mila ispezioni e solo in 592 casi sono stati riscontrati problemi: 331 riguardavano omessi controlli mentre sono state identificate 261 persone che non erano in possesso del documento», calcola con Gente Salvatore Pignatelli, comandante del Gruppo tutela salute dei carabinieri di Milano che sovraintende alle attività dei Nas in tutto il nord Italia. L’ufficiale è ottimista: «Gli italiani nel corso dei mesi hanno metabolizzato le nuove norme che in genere sono rispettate», aggiunge. I problemi maggiori sono in bar e ristoranti: su 366 controlli sono state registrate 214 omissioni. «Sono le attività dove è più frequente l’accesso di persone, proporzionalmente la percentuale di problemi cala per le palestre o le autolinee». Non che anche in questi ambiti siano mancati i verbali: a Parma, Padova e Latina sono scattate denunce per passeggeri che avevano esibito Green Pass intestati ad altre persone e avevano fornito false generalità.

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