Maria De Filippi voleva fare il Magistrato, invece ha cambiato la televisione

Maria De Filippi compie 60 anni. E il suo fascino, per giocare con il nome della casa di produzione di cui è socia, è immutato. L’aspirante magistrato, che nel 1989 ha incontrato sulla propria strada Maurizio Costanzo, è oggi una delle donne più influenti della televisione italiana. Mamma, psicologa, talent scout, attenta osservatrice della nostra società, Maria è la donna dei record. Record di ascolti, di programmi condotti e realizzati. Non ama i numeri, ma li sa gestire, creare, indirizzare. E non è mai paga.

L’altro giorno Uomini e donne, che va in onda nel primo pomeriggio, ha registrato 3 milioni di telespettatori. Cifre da prima serata per un programma che esiste da venticinque anni. Come ha fatto? Maria sa scegliere le facce e le storie.

Per parlare di diversità, in una società che evolve e che cerca di abbattere le distinzioni di genere, per esempio, ha voluto Andrea Nicole, la prima tronista trans della storia. E non ne ha fatto un fenomeno da esibire, come spesso accade, ma l’ha resa comprensibile a tutti proprio perché ha scelto una ragazza bella, intelligente, equilibrata, capace di smontare stereotipi e luoghi comuni. Carlo Freccero ha definito la De Filippi come il Censis, capace di scattare ogni giorno una fotografia della nostra società; Dagospia la chiama La sanguinaria perché «non ammicca e non blandisce, è l’antiregola della tv.

Non saluta, forte del suo carisma enorme»; Aldo Grasso scrive: «Maria è il dominus che riconcilia i cuori in conflitto, che mette ordine verbale al caos primordiale delle emozioni di chi spesso non ha abbastanza parole per esprimerle». Maria è sempre stata ribelle, anticonformista, spiazzante. Una che non dice mai di no a prescindere. Quando Carlo Conti le ha proposto di condurre con lui il Festival di Sanremo 2017, ha accettato. Nonostante il rischio.

Perché sentire quel brivido, quell’ansia che toglie il fiato e costringe a fare incetta di caramelle per riattivare la salivazione, fantozzianamente azzerata, le piace. Maria ama uscire dalla routine che le impone la sua ricca produzione televisiva. Per questo dopo Uomini e donne, nato nel 1996, e Amici, nato con un’altra formula nel 1992, si è cimentata con l’emotainment, dando vita nel 2000 a C’è posta per te, e, una decina d’anni dopo, si è divertita con lo spettacolo d’arte varia di Tú sí que vales, programma record di ascolti che ha sbaragliato la concorrenza di Ballando con le stelle.

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Non contenta, nell’estate del 2014 si è inventata Temptation Island, programma che mette alla prova la durata di coppie che, solitamente, sono di fronte a un bivio. Il falò, il villaggio, le cene a lume di candela in spiaggia sono diventati rifugi dell’anima nella noia della stagione calda. Tutto confezionato perfettamente, dalle musiche ai luoghi, al montaggio, ai primi piani, perché la forma è sostanza. Nulla sfugge all’occhio attento di Maria. Perché lei è sempre accesa, come la spia rossa del televisore.

Quando chiama i suoi collaboratori li mette subito sull’attenti: “Novità?”. Come a dire, stupiscimi, incuriosiscimi, diamo un senso a questa telefonata. Ma Maria ha anche una vita. Un matrimonio, quello con Maurizio Costanzo, che è stato un altro gesto di sfida, di ribellione. Lui più grande di lei, famosissimo, sposato con Marta Flavi, che conduceva il programma cult Agenzia matrimoniale. «Sa di non essere avvenente. E allora gioca tutto sulla parola.

È capace di attenzioni straordinarie. Ha la parola giusta nel momento giusto, capisce cosa vuoi veramente, dove può colpirti. È molto intelligente », dice la De Filippi del re del talk show. Costanzo ha convinto Maria ad andare in video, a condurre. Lei così antitelevisiva, con la voce roca, il passo marziale, il rifiuto delle convenzioni. Ha inventato Amici dopo aver partecipato a una ricerca di mercato della Fiat per lanciare un’auto giovane.

Non entra in studio dicendo “signore e signori buon pomeriggio”, va subito dritta al punto. E il suo diventa uno stile: essenziale, chirurgico. Crea Uomini e donne, nella versione attuale, in seguito a un’altra suggestione pubblicitaria. «Ricordate il muratore mozzafiato che porta le casse di Coca-Cola in spalla? Tutte a dire: “Che bello uno così, perché non lo si incontra nella vita!”. Detto fatto. Ho messo in tv quello che ho visto fuori. Ho preso addominali, bicipiti, glutei e li ho messi sul trono». E così Costantino si fidanza con la ragazza della porta accanto, Alessandra Pierelli, e incendia i salotti della domenica pomeriggio.

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È il 2003. Da lì si capisce che Maria ha il tocco, e i suoi titoli diventano punti fermi del palinsesto. Per non rischiare di prendersi troppo sul serio ha deciso di fare la giurata a Tú sí que vales, dove talvolta gioca a fare la “bionda”, quella che finge di non capire, o che si diverte a fare gli scherzi all’amica Sabrina Ferilli, fingendo stupore. Ma l’attrice la punta dicendo: “Tanto lo so che dietro a tutta ’sta roba ce stai sempre tu”. Maria ha amato tantissimo i suoi genitori e, quando sono venuti a mancare, è stato un colpo al cuore che l’ha travolta. Quando aveva 28 anni si è ammalato il padre, nel 2016 ha perso la madre.

Nel frattempo, nel 2002, è diventata mamma. «Dentro sono un’adolescente, mi è sempre piaciuto essere figlia. Con l’arrivo di mio figlio sono un po’ cresciuta, ma non troppo». Suo figlio Gabriele, preso in affido e poi adottato, ha permesso a Maria di guardare al futuro, di vivere ancora più da vicino quel mondo degli adolescenti che ha raccontato e interpretato in tv. I ragazzi del suo primo Amici, il talk, sono stati come figli, alcuni lavorano con lei, così come quelli del talent. Li ha cresciuti, li ha protetti, li ha indirizzati. Basti pensare al discorso che ha fatto l’anno scorso a Giulia e Sangiovanni, sembrava un intervento motivazionale di Steve Jobs, per quanto fosse intenso.

E poi ci sono le storie di C’è posta per te, quelle da vedere con il fazzoletto in mano. Maria non si commuove mai, ma lo fa per loro, per i protagonisti del racconto, perché devono sapere di poter contare su di lei e sul suo equilibrio, per questo vive e metabolizza le proprie emozioni prima di andare in onda. E poi ci sono le coppie di Uomini e donne, il programma di Maria che ha il pubblico culturalmente più elevato. Maria racconta le storie come fossero un film, un romanzo rosa, qualcosa che include il pubblico. Ecco, Maria è inclusiva. È la donna alla quale confideresti un errore, un dubbio, una debolezza. Perché lei ascolta. Tutti i suoi programmi nascono dall’ascolto.

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E, cosa altrettanto importante, fanno ascolti. Perché Maria fa le carte al popolo, legge nel pensiero. Sa che cosa vuole il suo pubblico, da quelli che la chiamano The Queen agli intellettuali che, sotto sotto, vogliono capire che cosa pensa la gente e dove la porta Maria. Lo ha capito Matteo Renzi, che è andato ad Amici con il giubbotto in pelle, lo ha capito Roberto Saviano, scrittore impegnato. Con i giornalisti Maria è come Mourinho, trova quelle espressioni a effetto che impreziosiscono un pezzo: «I bellocci non hanno senso », «Gli uomini tradiscono con sciatteria». E si concede a quelli che la criticano, rischiando di far cambiare loro idea.

Da qui si capisce perché il suo libro preferito sia il Vangelo. Maria ha il dono della sintesi, per imparare a fare tv si esercitava facendo i riassunti delle opere di Simenon, quello che diceva: “Le uniche risposte vere sono quelle brevi”. Ma, forse, la lezione più importante dello scrittore belga è quella che vale per lei come per il suo amico Alfonso Signorini: “Piacere alle persone colte pur rimanendo comprensibili per quelle semplici è più difficile di quanto non si creda”. Per loro vale il contrario: piacciono alle persone semplici pur rimanendo comprensibili per quelle colte. E allora auguri Maria, questa volta la posta è per te.

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