Mahmood e Blanco dedicano la vittoria alla Madre e Padre

A dare i “Brividi” trionfando al Festival è stato il duetto sull’amore cantato dai due ragazzi, già record di streaming: «Non importa se è per un ragazzo o una ragazza, l’amore ci mette a nudo, ci rende felici e fragili, nello stesso tempo», spiegano. «I primi a sentire il brano? Mamma e papà che ci hanno detto: “Portatelo a Sanremo!”. I genitori hanno sempre ragione». E Blanco: «Da grande voglio diventare Morandi»

Alle 3 di notte, un’ora dopo la vittoria, Alessandro e Riccardo, vale a dire Mahmood e Blanco, stanno surfando sulle emozioni di una settimana che sin da subito li ha dati come favoriti, anche se loro non ci hanno mai voluto credere fino in fondo.

Ragazzi, per voi la città di Sanremo è ripiombata in clima anni 90, con il delirio dei fan fuori dall’hotel: come ve la siete vissuta? Mahmood: «Ci vorranno giorni per rendermi conto davvero. Al di là della classifica, la cosa fighissima è che ho sentito qualcosa che non sentivo da due anni: la gente che voleva stare insieme, cantare, abbracciarsi senza paure e mostrarci il loro affetto».
Bianco: «Volevo riposare prima dell’esibizione in stanza, ma poi ho detto “esco e me la godo”.

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Ho solo chiesto a tutti di mettere la mascherina. La musica è troppo potente e ci unisce tutti, è universale». La vostra Brividi è un dialogo tra innamorati, a prescinde re di che sesso siano. Mai come quest’anno Sanremo ha mescolato i generi, anche negli abiti. L’Italia in tema di libertà sta crescendo? M: «Ci rifletterò appena mi riprendo. So solo che certe frasi riguardano tutti: la paura di essere inadeguati e di ferire l’altro senza volerlo.

In questa canzone abbiamo messo cose da noi davvero vissute, quando ti senti incapace di riuscire a trasmettere ciò che provi anche se dai tutto». B: «È molto autobiografica certo: una canzone è potente se è vera.

Rappresenta per me tutti quei momenti in cui le emozioni ci mettono a nudo. Il brano racconta uno stato d’animo che riesco a esprimere solo cantando e urlando. È una cosa che riguarda me, Alessandro, tutti: i sentimenti ci rendono fragili e felici nello stesso momento.

Noi non ci sentiamo paladini di niente, siamo contenti che le persone dicano che abbiamo trattato temi importanti, ma in realtà non ci sembra di aver fatto niente di speciale. Abbiamo parlato di cose che per noi sono la quotidianità e che dovrebbero essere date per scontate».

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Blanco, lei l’ha dedicata alla sua Giulia dal palco la vittoria. Poi è corso ad abbracciare mamma e papà in platea. Perché?
B: «L’abbraccio ai miei genitori era perché quando ero piccolino li facevo dannare. Sono andato da mia papà e mi ha detto “Mortacci tua”. Adesso abbracciarli mentre piangono felici per me è una emozione incredibile».

Le famiglie come vi supportano? M: «Quando ho fatto sentire Brividi a mia madre ci stavamo ancora lavorando con Rik e lei mi ha detto: “Ale, di solito le tue canzoni, belle sì eh, però devi ascoltarle due o tre volte. Questa invece mi arriva subito. Dovresti andare a Sanremo».

B: «Sai che anche mio padre mi ha detto la stessa cosa? Le mie canzoni di solito non gli piacciono al primo ascolto, invece questa sì. E anche lui mi ha detto: “Vai a Sanremo!” Vedi, i genitori non sbagliano mai».

Una volta si diceva che i giovani artisti non amassero Sanremo. B: «Io l’ho visto l’anno scorso con i miei amici e ci siamo detti, “Figo sto Festival”. C’era un cast incredibile, quest’anno forse anche di più. E non solo per i giovani. A uno come Morandi che cosa gli vuoi dire! Io da grande voglio diventare Gianni Morandi! E nella mia playlist ci sono pure Battisti, Paoli, Ce-lentano, Dalla, Modugno».

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M: «Io ho un debole per Massimo Ranieri, come Conte e Battiato». L’Ariston in coppia, cosa dà in più? M: «Me lo sono vissuto in modo molto diverso dal 2019. Uguale è solo il fatto che tutte e due le volte, quando ho sentito il mio nome al primo posto, mi sono bloccato, mi viene uno sguardo da scemo! Ma da Riki ho imparato a vivermela meglio. ‘Sto ragazzino mi sostiene, mi dice che tutto va bene».

Blanco, il ragazzino, ha 19 anni, già 28 dischi di platino, 7 dischi d’oro, e a Sanremo è apparso meno emozionato di tanti altri veterani. Come ci riesce? B: «È l’effetto dell’adrenalina. Non ci si ferma mai a Sanremo. Non hai 20 minuti per... andare in bagno da solo».

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