«Elena uccisa dalla mamma per gelosia, non voleva si affezionasse alla nuova compagna del papà»

Emerge una prima ipotesi sul movente dell'omicidio di Elena Del Pozzo, la bambina di cinque anni trovata morta nel catanese dopo che la mamma Martina Patti aveva denunciato un rapimento: successivamente è stata la stessa mamma, una ragazza di 23 anni, a confessarne l'omicidio. Secondo quanto afferma la Procura di Catania, il movente potrebbe essere la gelosia: Elena potrebbe essere stata uccisa dalla mamma «per via di una forma di gelosia nei confronti dell'attuale compagna dell'ex convivente» in quanto non tollerava che alla donna «vi si affezionasse anche la propria figlia».

Ipotesi rapimento smentita dalle telecamere

L'ipotesi che la piccola Elena fosse stata rapita da un gruppo di uomini incappucciati, come denunciato dalla madre nel pomeriggio di ieri, è stata smentita dalle telecamere di sorveglianza, «nonostante una strenua difesa ad oltranza della propria versione» da parte della donna, afferma la procura di Catania sottolineando che «le prime risultanze investigative hanno consentito di accertare la mancata corrispondenza al vero del fatto denunciato, attesa l'assenza di gruppi 'armati' in via Piave nelle fasce orarie indicate».

 

Secondo il racconto della donna, il rapimento della figlia sarebbe stato «una conseguenza del comportamento dell'ex compagno, per non aver ascoltato precedenti messaggi minatori fattigli recapitare presso la propria abitazione in ragione del tentativo posto in essere di individuare il reale complice di una rapina ai danni di una gioielleria di Catania al posto del quale venne arrestato» il 15 ottobre del 2020 e «successivamente assolto nel settembre 2021 per non aver commesso il fatto».

La bambina uccisa con un coltello da cucina

Martina avrebbe raccontato a investigatori e inquinrenti di aver colpito più volte la figlia con un coltello da cucina per poi mettere il corpicino in dei sacchi neri, prima di nasconderlo sotto terra. La donna, sottolinea la procura, ha anche precisato di aver «portato a termine l'orrendo crimine in maniera solitaria». Sul corpo della bambina, un primo esame medico legale «ha evidenziato molteplici ferite da armi da punta e taglio alla regione cervicale e intrascapolare».


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