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Pago e Serena Enardu, ecco perchè la loro storia è finita

È il 22 aprile. 11 mio cuore non batte più come prima. Nei capitoli consegnati a febbraio, prima del coronavirus, ‘Tu lo sai”, che ero pronto a convolare a nozze. La quarantena è una vera prova d’amore per ogni coppia che decide di superare insieme un momento drammatico. E noi, noi no. Siamo quelli die non ce la facciamo, non ce la faremo 0 forse siamo quelli semplicemente siamo destinati a non stare insieme. Poche parole, contano i fatti».

Questi i primi passaggi della struggente lettera. Poi Pago continua.

«Improvvisamente abbiamo smesso di parlarci da innamorati. Questo lo sappiamo. Anzi, lo sai tu. Sono tornate fuori tutte le vecchie problematiche che fondamentalmente tu non hai mai cancellato dentro al tuo cuore, in profondità, con una rabbia che non si cancellerà mai. Problemi che poco hanno a che fare con l’amore. L’iter è stato lo stesso, lo avevo già vissuto. Tu che inizi parlare di meno, l’amore mentale e fisico che viene meno, fino a quando siamo stati in grado, questa volta, di non trascinarci a lungo», continua a scrivere il cantante, che poi fa una rivelazione clamorosa. «Premesso: questo tsunami mi ha ucciso ancora una volta perché mi sono scontrato dinanzi alla mancanza di verità, dinanzi all’omertà. E non me lo aspettavo, c…o. Non me lo aspettavo. L’11 maggio il crollo», rivela Pago, che è venuto a conoscenza di quella che forse è la vera causa all’allontanamento di Serena.

«Succede qualcosa dal quale non si può più tornare indietro. I vecchi tempi sono tornati o forse non sono mai andati via per te. Ti chiudi in bagno. Il tuo cellulare però resta fuori. Non lo avrei mai fatto. Non l’ho mai fatto. Sono un buono. Gli mi conosce lo sa. Non resisto.

Prendo lo smartphone in mano e lo sblocco. Guardando la lista dei messaggi su WhatsApp. corro velocemente sotto il nome “Ale” con accanto un emoticon con un orsetto. Già. non ci volevo credere. Quello che leggo, quello che ascolto – ebbene si anche gli audio – è un qualcosa che non mi fa nemmeno male.

E solo una realtà di m… che devo accettare. Serena, tu non hai avuto un flirt di due giorni, in Sardegna con questo ragazzo come mi hai voluto far credere. Ma è stata una vera storia d’amore. E il tutto succedeva, combaciando le date, proprio nel periodo in cui volevi tornare con me. Quando sei uscita dal bagno, quel telefono l’ho lanciato sul lavandino. Ti ho guardato e ti ho detto: «Menomale che mi avevi detto tutto». La frase che non scorderò mai. però, è una: “Ci sono stata più volte”»…

Lo sfogo di Pago è dettagliato, lungo e doloroso nelle righe di questa lettera. Lui che era convinto che la compagna avesse visto Graziani una sola volta, ha letto con i suoi occhi che quella con il tentatore non era stata una semplice serata di passione, ma una storia duratura, fatta sì di passione, ma anche di frasi e amore e soprattutto di un tempo lungo e indefinito. Questa parte della lettera e tutto il resto sarà pubblicato nel libro Vagabondo d’amore. Ma a “Chi” dice inoltre:

«Perché alla fine sono tornato a essere un vagabondo, senza casa e senza amore. Ho sbagliato, mi sono fidato. Nella mia vita mi sono sempre fidato e l’ho presa in quel posto. Ma con lei no. Lei era il grande amore della mia vita».

La lunga lettera che chiude un libro nel quale Pago ripercorre la sua vita, dall’aborto mai raccontato subito da una sua fidanzata in gioventù alla storia con Miriana Trevisan e le sue verità, all*infanzia piena di dolore per un padre che si è ritrovato nei guai con la giustizia e la famiglia Pacifico a terra senza soldi… E ancora: le notti in stazione a dormire tra gli “invisibili” quando non aveva un tetto, il sogno di voler diventare campione di tennis infranto perché doveva portare a casa i soldi, la racchetta sostituita dalla chitarra per suonare in stazione e fare l’elemosina… Questa è solo una parte della vita di Pago della quale non ha mai parlato. Una vita di cui oggi Serena non fa più parte. Lei che era la sua musica del cuore… •

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