Benzina a meno di 1 euro da lunedì: ecco per chi e dove

Da lunedì e fino al 30 settembre costerà meno fare il pieno di benzina o gasolio per tutti i residenti nell’Area 1 del Friuli Venezia Giulia, quella cioè che comprende l’area a ridosso del confine e diverse altre zone considerate svantaggiate per diversi motivi: complessivamente vi rientrano oltre 150 Comuni, di cui 101 in provincia di Udine, 25 in quella di Pordenone, 6 nella provincia di Trieste, compreso il capoluogo, e 21 nel goriziano.

Lo sconto regionale sul carburante di autotrazione, infatti, in queste aree aumenterà di 8 centesimi al litro sulla benzina (lo sconto sarà quindi di 29 centesimi) e di 6 centesimi sul gasolio, un litro costerà perciò 20 centesimi in meno. Resta invariata l’agevolazione presente nella Zona 2, che prevede un abbattimento di 14 centesimi al litro per la benzina e 9 per il gasolio. Confermato in entrambe le aree lo sconto di 5 centesimi per le auto ibride.

L’INIZIATIVA
L’operazione è stata illustrata ieri dall’assessore regionale all’Ambiente, Fabio Scoccimarro, a Trieste, insieme ad Antonio Paoletti, presidente della Camera di Commercio della Venezia Giulia e di Confcommercio Trieste, e di Bruno Bearzi, presidente nazionale Confcommercio Figisc, l’Associazione dei gestori distributori di carburanti. L’iniziativa, che secondo le stime dovrebbe generare un risparmio per i cittadini di 350mila euro nell’arco del mese, è stata voluta dalla Giunta guidata dal presidente Massimiliano Fedriga per limitare il cosiddetto turismo del pieno, cioè il rifornimento in Slovenia dove il costo del carburante è sensibilmente inferiore (un euro) e favorire il rifornimento da parte degli automobilisti negli impianti di distribuzione del territorio a un costo concorrenziale rispetto ai prezzi sloveni.

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«RISULTATO STORICO»
La sperimentazione è stata possibile in virtù dell’accordo con alcune primarie compagnie petrolifere. «Un risultato storico ha affermato ieri l’assessore -, risultato di un mese di incontri e interlocuzioni. Ora davvero non ci sono più scuse: andare all’estero per rifornirsi per qualche euro in meno non ha più senso», ha aggiunto. «Una volta terminata la sperimentazione ha aggiunto -, la Regione ne valuterà gli effetti. Non si esclude sin d’ora la possibilità di reiterarla nel tempo», essendo volta a «riorientare i consumi sul territorio regionale» e «a sostenere l’economia, i servizi e gli operatori locali anche in relazione alla delicata situazione emergenziale legata al Covid-19».

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IL TURISMO DEL PIENO
Quanto sia significativo in regione il turismo del pieno lo dicono alcuni dati riferiti all’utilizzo della tessera per lo sconto benzina rilasciata dalla Regione: nella sola provincia di Trieste quasi 41mila tessere, su 104.797, risultano non utilizzate negli ultimi due anni e a Gorizia sono dormienti 15.628 tessere su un totale di quasi 66mila card. Fondamentale il ruolo avuto da Confcommercio Figisc nella partita che, con il presidente Bearzi, ha lavorato con massimo impegno per portare a casa il risultato: «Nella Regione abbiamo trovato un interlocutore consapevole dell’importanza del problema da tutti i punti di vista ha affermato il presidente dei gestori delle pompe di carburante, compreso naturalmente il recupero di accise e Iva.

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Non c’è dubbio che i nostri associati abbasseranno il prezzo alla pompa alla luce della disponibilità manifestata dalle compagnie petrolifere. In questo modo dovremmo riuscire a favorire un incremento di litri erogati sulla fascia confinaria, quella che maggiormente ha patito il turismo del pieno. Per tante imprese sarà una fondamentale boccata di ossigeno». Ieri l’assessore Scoccimarro ha anche anticipato che è nelle intenzioni della Regione rivedere la normativa vigente in materia di sconto benzina, cioè la legge regionale 14/2010. La revisione avverrà non appena la Corte di giustizia della Ue si pronuncerà sul ricorso depositato contro il regime di benzina e gasolio agevolato del Friuli Venezia Giulia.

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1 Comment

  1. Perche’ non estendono questa iniziativa per tutto il paese,visto che i carburanti hanno ancora le tasse del dopoguerra?

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