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Alessandra Celentano, sincera o cattiva? A voi i commenti

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Se fosse Jessica Rabbit, mormorerebbe: «Non sono cattiva, è che mi disegnano così». Tuttavia Alessandra Celentano non è, soprattutto non intende essere, una Jessica Rabbit. Lei non mormora, ma dice forte e chiaro ciò che deve dire: per esempio, che qualche ballerina concorrente di Amici di Maria De Filippi abbia «piedi brutti» e che non sia un dettaglio estetico, ma un problema grave; o che qualcun’altra sia letteralmente «negata».

E se le critiche che muove e i giudizi tranchant che dà qualche volta offendono, spesso feriscono e quasi sempre colpiscono, la coreografa non si appellerebbe mai al fatto che qualcuno abbia creato il suo personaggio. Lei è così. E la sua non è cattiveria, bensì un modo di dire come secondo lei stanno le cose. Lo rivendica da molti anni, da quando è diventata una protagonista televisiva entrando nel 2003 come insegnante di danza nel talent di Maria De Filippi e tracciando un suo personale sentiero educativo all’insegna di non fare mai sconti a nessuno.

Lo ha ribadito in quest’ultima edizione, la ventesima dello show e diciottesima per lei che ne è la veterana. Nelle puntate pomeridiane, a dicembre, ha creato il tormentone dei «piedi a rampino», particolare e sbagliato assetto dell’arto inferiore che connoterebbe la concorrente Rosa Di Grazia rendendola inadatta alla danza. Qualcuno ci ha scherzato su. Ma la coreografa ed ex ballerina classica, nipote di quell’Adriano Celentano che quando impersonava Il burbero nel 1986 aveva nel copione battute come: «Io sono buonissimo e se avessi degli amici te lo potrebbero dire», lei di copioni non ne ha.

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Così, in una lettera aperta a Rosa, ha precisato che: «A differenza di altri io sono severa e oggettiva» e le ha fatto sapere che, pur studiando molto, potrebbe arrivare al livello di una ballerina «con la b minuscola». Risultato: Rosa legge la lettera, telefona alla madre e si fa un bel pianto. Problemi, per Alessandra? Nessuno, perché la sua limpida teoria è che alla scuola di Amici servano insegnanti e non chiocce.

Dunque, meglio lei della troppo accondiscendente Lorella Cuccarini, new entry di quest’anno nelle cattedre del talent. Seconda puntata del serale, sabato 27 marzo: la Celentano fa misurare un’altra delle sue “vittime” (che per lei sono soltanto concorrenti non all’altezza della situazione), la ballerina Martina Miliddi della squadra della Cuccarini, specializzata in latinoamericano, con una coreografia neoclassica. “Crudelia” Celentano si dice certa che per la ragazza anche solo eseguire correttamente i passi sia «un’impresa titanica» e la definisce «una cavalletta impazzita che sul palco prova disperatamente a muoversi come richiesto, ma non ci riesce mai». Non è che una variazione sul tema delle argomentazioni che adduce quando ritiene che qualcuno occupi immeritatamente un posto nella scuola.

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Quattro anni fa, a una sconcertata Valentina Verdecchi che cercava di darsi coraggio durante le selezioni di Amici 17, aveva detto implacabile: «Tu qui non ti dovevi neanche presentare, non sei all’altezza, non hai nulla, non sai fare nulla». Qualcuno la ritiene crudele. Quasi tutti la considerano brutale. Però il “metodo Celentano” nasce con buone intenzioni. «I giovani hanno bisogno di guide» è il suo mantra. Guide che «oggi secondo me mancano, non per colpa dei ragazzi, ma delle famiglie, dei genitori e dei maestri». Quindi, se ne fa carico lei a costo di risultare impopolare. Perché, come ha scritto su Instagram, «Il lavoro non si fa sui “sì” ma sui “no”. Meglio una dura e cruda verità oggi che un futuro incerto e problematico domani».

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E la stessa severità che rivolge agli altri la applica a sé. «Credo nelle regole anche perché io sono venuta su con la disciplina». In effetti, con un passato di danza classica che l’ha portata a ballare con tanti grandi e ha insegnare in grandissimi teatri italiani e internazionali, la “maestra cattiva” che non intende essere una “cattiva maestra” ha sperimentato su di sé i sacrifici necessari per andare avanti, che siano dolori atroci ai piedi o diete severissime. Lo ha dimostrato anche quando si è messa in gioco come concorrente a Pechino Express nel 2014. In coppia con lei c’era il collega coreografo Corrado Giordani. Ha sofferto fisicamente, ma ha stretto i denti ed è andata avanti. Sono stati eliminati ma «siamo usciti in maniera fiera, onesta e seguendo le regole». Per inciso: quell’anno a Pechino Express c’era anche la coppia delle Cattive. Ma la Celentano non c’entrava, lei era nei Coreografi: come sempre, faceva soltanto il suo mestiere.

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