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MILANO. Squadra che vince, non si cambia. Stefano Pioli, in vista della partita di domani sera contro il Cagliari, non dovrebbe toccare la formula magica che gli ha permesso di conquistare, in quattro giorni, sei punti in quel di Torino con lo 0-3 rifilato alla Juventus e il clamoroso 0-7 con cui il Milan si è imposto ai danni del Toro. L’unico cambio è previsto è quello legato al ritorno di Alexis Saelemaekers dal primo minuto come trequartista di destra, visto che mercoledì non ha giocato a seguito del turno di squalifica inflittagli dal giudice sportivo dopo il giallo (il quinto) rimediato contro la Juventus. Dunque, per la terza partita consecutiva, ecco Brahim Diaz titolare come trequartista centrale alle spalle della prima punta, che sarà ancora Ante Rebic. L’andaluso, intervistato da Sportmediaset, ha dichiarato: «Sono molto contento di essere qui a Milano. E’ una città incredibile e il club è grandioso. I tifosi mi danno tantissimo affetto e qui mi tro -vo benissimo. Ora vogliamo dargli una gioia finale» per poi aggiungere: «Un club come il Milan deve giocare la Champions League. E’ una competizione importantissima e significa tanto per noi qualificarci. Da piccoli tutti sognavamo di giocare questo torneo e se continueremo così potremo giocarlo Fanno seguente». A sinistra agirà Hakan Calha-noglu mentre tra centrocampo e difesa si va verso la cristallizzazione del quartetto arretrato formato da Calabria, Kjaer, Tomori e Theo Hernan-dez con Franck Kessie e Ismael Bennacer a condurre le danze in mezzo al traffico del centrocampo. Sandro Tonali, ieri, ha svolto ancora lavoro personalizzato e se oggi lavorerà in gruppo, potrebbe essere convocato perla gara di domani, altrimenti tutto rimandato a settimana prossima.

La Champions League; per il Milan, si avvicina ma fino a quando non ci sarà l’ufficialità, Paolo Maldini e tutta la dirigenza non scongeleranno le trattative per i rinnovi di contratto dei calciatori a scadenza il 30 giugno 2021 e 2022. Il ritorno nella massima competizione europea è fondamentale per sbloccare le situazioni imminenti, legate a Gigio Donnarumma e Hakan Calhanoglu. Attorno al portiere, dopo settimane di tensione, sembra esser tornata aria positiva in merito al rinnovo di contratto. Rumors, mezze frasi e una serenità totale del ragazzo sono la dimostrazione che l’ambiente è più rilassato. Anche Calhanoglu è tornato ad essere un giocatore impattante nelle ultime partite, mala distanza tra la proposta del Milan e la sua richiesta è rimasta invariata nel tempo. 4 milioni messi su tavolo dai rossoneri, 5 quelli chiesti dal turco sul quale c’è l’interessamento della Juventus, ma anche in casa bianconera tutti i discorsi sono legati alla qualificazione o meno in Champions League.

Maldini e Massara, poi, avevano già avviato tutte le discussioni con i giocatori che vanno a scadenza tra un anno, in parti colar modo con Franck Kes-sie, Davide Calabria e Alessio Romagnoli. La prima richiesta del centrocampista ivoriano era stata alta, andando anche lui sui 5 milioni a fronte di una proposta più bassa, ma migliorativa, rispetto ai 2,2 attuali che il Milan gli ha fatto. Le parti si aggiorneranno, così come vanno limate le distanze con Calabria, che attualmente percepisce 1.1 milioni e ha chiesto un adeguamento a 2. Per quel che riguarda Alessio Romagnoli, invece, il discorso è il seguente. Il capitano rossonero ha un contratto dalla struttura economica complessa, che lo porterà ad essere uno dei giocatori più pagati della rosa nel prossimo anno. Lui vuole rimanere al Milan e questo è già un fattore per potersi sedere al tavolo delle trattativa, ben sapendo anche che il club non gli metterà sotto il naso le condizioni attuali. Però va fatto anche un ragionamento: Romagnoli è un giocatore formato nei club italiani e questo suo status, in caso di Champions, sarebbe molto importante per la composizione della lista dei 25. Il Milan, in Europa League, ha dovuto ridurre i posti proprio per la mancanza del numero minimo richiesto (8) di giocatori cresciuti tra il vivaio del club e quelli delle squadre nazionali. Ecco perché, al netto di offerte da capogiro, i rossoneri dovrebbero tenere Romagnoli in rosa il prossimo anno e avviare una trattativa per il rinnovo che possa soddisfare le parti, altrimenti sul mercato saranno costretti a cercare calciatori cresciuti nei vivai nostrani in quel molo. Intanto emergono dei dettagli in merito al contratto di Ibrahimovic: lo svedese guadagnerà 7 milioni se centrerà una serie di obiettivi, tra i quali anche le presenze ufficiali. Se non ci riuscirà, la cifra andrà a scendere.

Fikayo Tomori va verso il riscatto. Il difensore inglese potrà essere del Milan se i rossoneri verseranno 28 milioni al Chelsea, anche se vorrebbero provare a limare la cifra al ribasso. Per Brahim Diaz, invece, si dovrà ridiscutere con il Real Madrid. Di chi vuole rimanere, il rinnovo del prestito è una pista percorribile, con il Milan che vorrebbe inserire anche una clausola d’acquisto a suo favore. Molto, però, passerà anche dalle eventuali rivoluzione tecniche in seno alla casa bianca.

La Champions League del Milan potrebbe essere festeggiata già domani sera, a San Siro, nel suo stadio, anche se non nei numeri. Quelli sono contro Stefano Pioli. Uno stadio ancora una volta senza il suo pubblico, il popolo rossonero. Se sarà festa, sarà in campo. Se ci saranno i festeggiamenti, saranno solo fuori, in giro per la città. Perché anche il ritorno in Champions League a distanza di sette anni va festeggiata come una vittoria. Deve esserlo per forza dopo un’annata come quella giocata sempre da protagonista, dietro ai più forti. Ma prima di alzare le braccia al cielo, il Milan non deve inciampare contro il Cagliari. Dovrà stare attento solo a non sbagliare partita, a non commettere altri passi falsi come è successo in passato, quando si è giocato in casa, sul proprio terreno di gioco. Il Cagliari ha bisogno ancora di punti per togliersi definitivamente dalla zona calda della classifica, riuscire a salvarsi e chiudere positivamente una stagione da dimenticare. Ma nei numeri San Siro non è uno stadio amico del Milan, almeno in questo campionato. Nessun fortino, anzi semmai il contrario. In casa propria il Milan ha conquistato appena 29 punti (media punti 1,61) sui 54 sul piatto a disposizione. A San Siro il Milan ha lasciato punti e rimpianti di ogni genere, fino quasi a temere di perdere un posto da privilegiato in Champions. Ci sono le otto vittorie mischiate da 5 pareggi e soprattutto 5 pesanti sconfitte iniziate dal 6 gennaio scorso. Cammino decisamente diverso lontano da Milano dove l’undici di Pioli di punti alle proprie avversarie ne ha strappati ben 46 (media punti 2,56), sempre sui 54 a disposizione. Quindici i successi in trasferta, un solo pareggio e appena due sconfitte contro Spezia e Lazio. Nessuno ha fatto meglio della squadra di Pioli che sarebbe addirittura prima, davanti a tutti e a tutte, con lo scudetto sul petto. Ma quella contro i rossoblù invece si gioca tra le mura amiche dove la squadra di Stefano Pioli sarebbe solo settima, a dieci punti dall’Atalanta, sesta in classifica, con dieci punti in più dei rossoneri. Meglio del Milan in casa hanno fatto tutte le grandi: In ter, Juventus, Lazio, Roma, Napoli e appunto la squadra di Gasperini. Ma al Milan potrebbe bastare anche un solo punto in caso di nuova sconfitta di Andrea Pirlo contro il vendicativo Antonio Conte, deciso a non regalare niente a nessuno, figuriamoci alla Vecchia Signora.

Calcoli che Pioli non vuole fare, non ci tiene. Non ora, anche se quella contro la squadra di Leonardo Semplici, domani sera alle ore 20.45, potrebbe segnare finalmente il ritorno del Milan nell’Europa che conta, quella dalle grandi orecchie. Un obiettivo che vale come una grande vittoria. E quelle al Milan mancano da tempo. L’ultima volta che i rossoneri hanno festeggiato è nel 2016 con Vincenzo Montella, con la vittoria della Superco-pa italiana a Doha contro la Juventus. Il successo in Champions League più recente risale invece al 2007, quando ad Atene il Milan di Carlo Ancelotti è riuscito a prendersi una rivincita sul Liverpool (che l’aveva sconfitta due anni prima con una rimonta incredibile), vincendo 2-1 grazie alla doppietta di Pippo In-zaghi (inutile gol di Kuyt nel finale). Anche l’ultimo scudetto rossonero, il diciottesimo, arrivato nella stagione 2010/2011, è stato festeggiato dai ragazzi di Massimiliano Allegri lontano da San Siro ma all’Olimpico di Roma con due giornate di anticipo. Un caso oppure no ma le ultime vittorie del Milan sono sempre arrivate lontano dalla propria casa, lontano dai propri tifosi. Questa, quella con il Cagliari, poteva essere l’occasione giusta per fare festa tutti insieme.

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