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Denis Bergamini, il nuovo processo fa emergere tutta la verità

L’omicidio aggravato non cade in prescrizione. Ed è proprio questo importante punto fermo che sembra trovare la sua massima espressione nella “infinita” storia giudiziaria che si è sviluppata intorno al misterioso decesso di Denis Bergamini. Lui, giovane e talentuoso giocatore di calcio del Cosenza, di motivi per uccidersi non ne aveva.

Ed è su questo inossidabile presupposto che la sua famiglia ha fondato una lunga, e spesso scoraggiante, battaglia giudiziaria per fare luce su quella tragica giornata di 32 anni fa. Di cose ne sono successe tante in questi anni di angosciante attesa.

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E, come ci insegna la cronaca giudiziaria quando abbiamo a che fare con “casi da prima pagina”, non sono mancati i depistaggi e le false testimonianze. Ma ora c’è una imputata e il prossimo appuntamento sarà davanti ai giudici della Corte di Assise.

Oggi, dopo una serie infinita di colpi di scena, la Procura di Castrovillari ha chiuso le indagini sul caso di Denis Bergamini, deceduto nel 1989, e chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio per Isabella Internò (la fidanzata dell’epoca di Denis), oggi 51enne, per omicidio volontario premeditato in concorso (al momento con ignoti) aggravato dalle sevizie e dai futili motivi.

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Ora l’ipotesi accusatoria dovrà affrontare il vaglio di un processo che si preannuncia tutto in salita per la famiglia di Denis, da sempre convinta dell’omicidio. Al centro dello scontro tra accusa e difesa, che si preannuncia incandescente, ci sono gli esiti della nuova autopsia. Il corpo di Denis, infatti, sembra aver raccontato una storia molto diversa da quella riferita dall’imputata.

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