Carolina di Monaco in vacanza con nipoti e figli

Era da qualche anno che Carolina di Monaco arrivava a Gstaad solo dopo Natale. Ed era da qualche anno che qui, essendo i figli ormai tutti adulti, veniva avvistata per lo più da sola, sulle piste da sci o a passeggio in compagnia dei suoi bassotti.

Quelle che sono appena passate sono state però feste particolari nel Principato: ovviamente c’entra la pandemia, ma soprattutto c’entra l’alone di mistero e preoccupazione che circonda lo stato di salute della principessa Charlene, rientrata a novembre dal Sudafrica, dopo mesi di assenza, e subito dopo ricoverata in una clinica svizzera specializzata nella riabilitazione e nella cura delle dipendenze, per quello che viene ufficialmente definito un forte esaurimento psicofisico.

Ecco perché forse Carolina, che con la cognata ha sempre avuto rapporti tesi, quest’anno ha tolto il disturbo dalla Rocca già alla vigilia delle feste e ha invitato i figli a trascorrere qualche giorno con lei nell’esclusiva località elvetica, il suo buen retiro invernale.

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E loro sono accorsi alla sua corte distaccata sulle Alpi. Non tutti però. C’era Charlotte con il marito Dimitri Rassam (apparentemente d’amore e d’accordo), c’era Andrea con la moglie Tatiana Santo Domingo (che proprio a Gstaad di sono sposati nel 2014 e, a differenza degli altri due, non sono mai stati toccati da voci di crisi), e chiaramente c’erano anche i loro pargoli, il che significa un totale di sei nipotini per Carolina (più una acquisita: la figlia di Dimitri, Darya).

Un po’ troppi per alloggiare insieme nello chalet di proprietà dei Santo Domingo. E così la nonna, con Charlotte e la sua famiglia, hanno soggiornato all’Hotel Olden (di proprietà di Bernie Ecclestone), incantevole quattro stelle sulla promenade, dove si sono ritrovati per il tradizionale cenone del 24 e poi in diverse occasioni nei giorni successivi.

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Alla reunion svizzera mancavano invece l’altro figlio di Caroline, Pierre, con la moglie Beatrice Borromeo, e anche Alexandra, la più piccola dei figli della principessa (avuta da Ernst di Hannover) con il fidanzato Ben-Sylvester Strautmann. Un’assenza, soprattutto quella di Pierre e Beatrice, che ha abbassato il livello di eleganza della combriccola.

E non solo perché entrambi, impeccabili in situazioni pubbliche e private, sono da poco diventati brand ambassador di Dior, ma perché i cognati hanno ostentato una trasandatezza quasi snob. Charlotte in testa: pantalone della tuta di pile (o forse di cachemire, ma poco cambia), giacca da pioggia démodé, cappellino logoro, ha concesso al suo status di icona di stile (meritato) solo la tracollina Chanel, maison di cui è ambasciatrice. Per fortuna c’era Carolina, una botta glamour con quel piumino rosso festaiolo, i pantaloni a quadri, la furry bag sintetica di Stella McCartney e gli anfibi chic di Jimmy Choo. E chissà se nella boutique più lussuosa di Gstaad ha comprato una giacca come si deve almeno alla piccola e infreddolita Darya.

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