Harry e Meghan vogliono far pace con la Regine Elisabetta, ma mettono delle condizioni

Nell’anno glorioso del giubileo di Platino, che celebra per la prima volta nella storia i settanta anni di regno di un sovrano inglese, due infortuni familiari rischiano di rovinare i festeggiamenti dedicati a Elisabetta II.

Si tratta di vicende legate a due persone, zio e nipote, entrambi principi per nascita che negli ultimi mesi, su fronti diversi, si trovano nell’occhio del ciclone. Dalla lontana California Harry, duca di Sussex, alterna attacchi alla royal family a segnali di distensione, mentre in patria il principe Andrea, duca di York, è ormai travolto dalle accuse di Virginia Roberts.

Situazioni completamente diverse che coinvolgono il sesto e il nono in linea diretta di successione e che, secondo i costituzionalisti britannici, proprio per questo andrebbero risolte in modo drastico. Le criticità emergono, infatti, a ogni occasione, come nel recente caso delle medaglie del Giubileo che premiano chi serve la corona.

Forse non era il caso di assegnarle anche ai Sussex e ad Andrea. Ma andiamo con ordine e partiamo dal più vicino alla corona. Harry, che ha calpestato per l’ultima volta il suolo del Regno Unito in occasione delle celebrazioni per i sessant’anni dalla nascita della madre Diana il primo luglio scorso, vorrebbe tornare in patria per le celebrazioni ufficiali del giubileo, che si terranno durante un lungo weekend dal 2 al 5 giugno.

Tuttavia, per la sicurezza sua e della loro famiglia, il duca e la moglie Meghan hanno chiesto una scorta ufficiale offrendosi anche di pagare le relative spese di tasca propria. Ritengono non basti la loro security privata perché, non avendo accesso alle informazioni di intelligence, questa non può garantire una protezione totale. Dopo il secco rifiuto da parte di Scotland Yard, Harry, dicono i suoi legali, è pronto a far causa al ministero degli Interni.

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Le autorità però hanno risposto con estrema durezza: il duca di Sussex ha abbandonato i suoi doveri pubblici, rinunciando dunque anche a tutti i privilegi connessi, incluse le guardie del corpo. «Harry non ci può usare come e quando vuole» ha fatto sapere Scotland Yard, che ha ricordato la situazione della principessa Anna: vittima di un tentato rapimento nel 1974, la secondogenita della regina ancora oggi viene protetta dalla forza pubblica solo quando svolge incarichi ufficiali.

Nonostante l’ennesima crisi in corso, tuttavia, sembra che il disgelo tra i transfughi americani e la famiglia reale sia, sebbene timidamente, iniziato. Secondo una fonte vicina alla coppia, Harry avrebbe videochiamato il padre Carlo e intrattenuto un’amabile sebbene breve chiacchierata, parlando anche del grande desiderio del duca di presentare ai parenti la piccola Lilibet.

I rapporti fra l’erede al trono britannico e il figlio minore pare siano molto migliorati negli ultimi mesi e Harry potrebbe avere espresso il desiderio di tornare a casa, per periodi sempre più lunghi, e riannodare così i legami con la dinastia.

Non manca una ricostruzione della vicenda dai toni più maliziosi: il riavvicinamento sarebbe stato studiato a tavolino perché Carlo abbia l’occasione di scongiurare l’evenienza che la nuova autobiografia di Harry, in uscita proprio a giugno, possa contenere rivelazioni spiacevoli su Camilla. Sia come sia, se da un lato il duca di Sussex ha tutta l’aria di voler fare dietrofront, dall’altro Andrea è stato praticamente cancellato dalla scena reale con un colpo di spugna.

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Nelle scorse settimane Elisabetta (come vi abbiamo puntualmente raccontato nel precedente numero di Gente), dando prova di un rigore privo di sentimentalismi, ha revocato ad Andrea tutti i patronati delle associazioni e i gradi militari onorifici, in particolare il comando delle Grenadier Guards che gli aveva passato dopo il pensionamento del duca di Edimburgo, e che oggi, dicono fonti interne al reggimento, potrebbe passare a Kate, che in questo caso diventerebbe la prima donna nominata colonnello in capo dalla nascita del corpo, avvenuta nel 1656 su iniziativa di re Carlo II.

Già da tempo estromesso dalle attività ufficiali, il duca di York si è visto togliere (come accaduto al principe Harry due anni fa) anche l’uso in pubblico dell’appellativo di Sua Altezza Reale. Un “trattamento”, non un titolo vero e proprio, privo di valore costituzionale o fondamento giuridico che tuttavia ha un enorme valore simbolico perché sinonimo di un legame familiare e diretto con la corona.

In più, a differenza del duca di Sussex e nonostante le medaglie appuntate sul petto, Andrea, ufficiale della Royal Navy ed eroe della guerra nelle Falkland, non è mai stato veramente popolare tra i sudditi. Da tempo ex dipendenti ed ex amici parlano della sua arroganza e degli scatti d’ira che colpiscono chi gli è vicino. Di recente una collaboratrice domestica in servizio a Buckingham Palace a partire dal 1996 ha definito il principe «un uomo orribile e cattivo» che le ha spesso urlato contro lasciandola in lacrime, anche solo perché una tenda del appartamento non era tirata secondo il suo gusto.

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A ogni modo ora il problema non è più la gestione di un carattere difficile. Le accuse di violenza sessuale lanciate da Virginia Roberts (che afferma di essere stata abusata dal principe quando aveva solo 17 anni) pesano come un macigno sul principe e rimettono in discussione anche il mantenimento del suo titolo ducale. Fra l’altro Andrea è, insieme a Carlo, William e Harry, un Consigliere di Stato, ovvero uno dei quattro membri anziani della famiglia reale a cui la sovrana può delegare alcune delle sue funzioni ufficiali in caso di assenza o impedimento per malattia. Un incarico che, vista la situazione attuale, molti osservatori ritengono sia decisamente inappropriato se legato alla sua persona.

Lo stesso principio, più o meno, vale anche per Harry che, oltre a non svolgere più alcun incarico ufficiale e pubblico, è anche residente all’estero. Andrea potrebbe, in questo ruolo, essere sostituito dalle figlie Beatrice ed Eugenie, che formalmente nulla hanno da temere dalla rovinosa sorte del padre. Ma in concreto l’onta le sta allontanando da ogni ipotesi di coinvolgimento negli impegni ufficiali.

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