Don Matteo 13, clamoroso colpo di scena? La verità choc su Terence Hill

Colpo di scena! A poco più di un mese dal ritorno in Tv del prete televisivo più amato e seguito dai telespettatori italiani, si ribaltano le carte in tavola sull’addio a Don Matte-o 13 da parte del suo protagonista, Terence Hill. Nei mesi scorsi i rumors avevano lasciato intendere che l’attore 82enne avesse voluto allontanarsi dal set per avere più tempo da dedicare alla sua vita, privata e alla moglie Lori Zwicklbauer.

Infatti, dopo le prime quattro puntate, si sa già che il prete detective toglierà la tonaca e lascerà la parrocchia di Spoleto a don Massimo, che avrà il volto di Raoul Bova. Negli ultimi giorni, però, lo storico interprete della serie targata Lux Vide ha dato una versione diversa sulle reali motivazioni di questo cambio della guardia.

«È soltanto una questione di soldi» «Don Matteo l’ho lasciato non perché lo desiderassi. In realtà, volevo chiedere un cambio, cioè fare solo quattro episodi l’anno, tipo II commissario Montalbano, invece di 10, 12 o 16 puntate», ha dichiarato l’attore, diventato famoso negli anni ’70, al cinema, in coppia con il collega Bud Spencer. «Pensavo che dopo tanto tempo la serie potesse avere un declino.

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E poi, ogni volta mi ci vogliono nove mesi per fare Don Matteo», ha sottolineato Hill. Il suo invito-appello alla Rai e alla Lux Vide di ridurre le puntate della serie, però, non è stato accolto. Meglio optare per un passaggio di consegne. «Hanno bisogno di soldi. Con soli quattro episodi non hanno un sufficiente ritorno economico, quindi ne stanno producendo dieci, quattro li faccio io e il resto Raoul Bova, un grande attore, quindi faranno benissimo», ha spiegato lui.

C’è uno spiraglio per la prossima stagione Una rivelazione che, però, cambia le carte in tavola. E fa ipotizzare, a questo punto, che se il problema è solo nel numero degli episodi a stagione da girare, in futuro Terence Hill potrebbe accordarsi per tornare a indossare la sua amatissima tonaca e a girare in bicicletta per le stradine di Spoleto. Ad avvalorare questa ipotesi, le parole di Nino Frassica, suo amico e collega, lo storico maresciallo Nino Cecchini della serie. «A un certo punto della fiction Terence Hill andrà via, ma poi tornerà.

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Attenzione, non è un addio, ma un arrivederci, anche se arriva Raoul Bova nei panni di don Massimo», aveva anticipato Frassica lo scorso ottobre in un’intervista. Una dichiarazione, la sua, oggi ancora più chiara, proprio alla luce delle ultime rivelazioni di Terence Hill. E, a proposito di don Massimo, Raoul Bova nel frattempo ha rilasciato qualche indizio sul suo personaggio. «Per ora possiamo dire che è diventato prete a quarant’anni e quindi che la sua fede è giovane.

Deve imparare a fare il parroco, a stare con la gente. E anche a fare l’investigatore. Se don Matteo era sicuro di sé, lui è pieno di dubbi che affronta parlandone con il suo vescovo», ha raccontato Raoul. Ma l’attore romano non è l’unica new entry di Don Matteo. Al suo fianco arriva anche Giancarlo Magalli, nei panni di un vescovo.

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«Il mio personaggio è molto bello, saggio e umano, spero di interpretarlo bene», ha detto il conduttore, che non molto tempo fa ha pure rivelato un altro segreto che lo lega alla serie. Nel 2000, prima di Terence Hill, era stato contattato lui per fare il prete in Tv. Magalli, però, aveva rifiutato. «Non me la sentivo di stare otto mesi l’anno a Gubbio, lontano da casa e dalla mia famiglia», ha spiegato. E a-desso che il destino lo riporta su quel set, è Terence ad allontanarsene, anche se tutti già fanno il tifo per il suo ritorno nei primi quattro episodi di Don Matteo 14.

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