Massimo Boldi chi è la figlia e chi cono i nipoti

Fuori splende un sole già primaverile e dentro casa brilla la luce di una grande famiglia allegra. Siamo ospiti di Manuela Boldi, figlia di Massimo, che si è messa a disposizione come fotografa per il servizio che vedete nelle nostre pagine. Manuela è mamma dei piccoli Vittoria e Leonardo; sua sorella maggiore Micaela invece è la madre del 19enne Massimo Federico (detto Massimino).

La terzogenita del famoso comico, Marta, non ha figli (proclama orgogliosa di non volerne, ma mai dire mai diciamo noi) e vive ancora a casa col papà. Insieme formano la gioiosa tribù che circonda Massimo Boldi. Le figlie gli stanno sempre intorno, protettive: abitano tutti vicini.

E lui, che ha fatto da mamma e papà fin da quando è scomparsa la moglie Marisa, nel 2004, sembra una vera chioccia. «Sono molto orgoglioso del mio clan!», esclama l’attore. «Siamo stati sempre tutti insieme, anche durante i difficili mesi di clausura. Ci siamo fatti tanta compagnia. Sono rimasto ottimista e non ho mai avuto veramente paura della malattia, anche se ho preso il Covid, a settembre. Ora capisco che ho corso un grosso rischio».

I piccoli lo abbracciano e lo sbaciucchiano. «Sono scatenati e imprevedibili, a volte mi mettono pure in difficoltà», ride. «Il piccolo Leo mi fa impazzire perché è un maschietto, arrivato dopo tre figlie femmine e una nipotina, Vittoria. Prima di lui Massimino, ma quando era molto piccolo me lo sono goduto poco, perché era appena scomparsa mia moglie. Invece Leo adesso è una risorsa straordinaria. Mi rivedo bambino in lui: è particolare e un po’ fuori dalla norma proprio com’ero io.

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Perché ha degli scatti improvvisi, da un momento all’altro prende e va, scappa su un mobile e si lancia come Batman che vola, cose che facevo anch’io, ma con personaggi diversi, naturalmente». Chissà se qualcuno seguirà le orme del nonno nel cinema. Massimino non lo esclude, ma per ora studia comunicazione e management all’università. «Vedere i nipoti che crescono mi fa venire una nostalgia pazzesca, perché mi accorgo di quanto sono invecchiato senza rendermene conto, infatti io mi sento ancora come loro».

Massimo Boldi eterno bambino. «Ero uguale a oggi: mi piaceva far divertire i compagni, facevo le imitazioni e altre cose sciocche, non mi sono mai preso sul serio. Ancora adesso mi meraviglio di quanto sono diventato famoso e di tutte le cose che ho fatto, oltre a settantacinque film». Durante le scorse feste non c’è stato il classico cinepanettone con il Cipolllino nazionale, ma il comico promette di rifarsi. «Ho due progetti in pista. Un film per il grande schermo, che rientra nel ciclo delle pellicole sui matrimoni: dopo quelli alle Bahamas, a Parigi e al Sud, potrebbe trovarsi in un luogo meno piacevole, che non svelo.

E poi una serie televisiva sul Natale, scritta da Fausto Brizzi, per la quale siamo in trattative con diverse piattaforme. E c’è nell’aria la possibile conduzione di una trasmissione con Christian De Sica su Mediaset». Il tutto viene gestito da suo fratello Fabio con la casa di produzione Mari Films, che ha sede a Roma, dove lui va spesso. «Non sono un pantofolaio», commenta. «Adesso ho anche una nuova amica, Silvia, che abita in provincia di Padova e i viaggi sono l’occasione per vedersi e passare del tempo piacevole insieme». Silvia, però, è sposata. «Sì, e ho conosciuto suo marito, che è felice che io la faccia divertire.

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Detto questo non sono un rovinafamiglie e mi basta vederla ogni tanto, poi ognuno a casa sua». Alla domanda se si sia innamorato, per la prima volta lo vediamo arrossire. «Non lo so, alla mia età… Però ci tengo a lei e insieme siamo sereni. Vedi, io ho due anime: una fanciullesca, per cui ho voglia sempre di divertirmi e far ridere. E una da estimatore di donne: le ho sempre molto frequentate e mi rendo conto che forse avrei potuto essere più serio, meno dongiovanni. Ma soprattutto mi meraviglio di quanto ancora mi cerchino». Si vede che riesce a offrire loro divertimento, occasioni di svago, feste, conoscenze, opportunità. «Non so, per me tutto questo è normale», ride. «Le mie figlie gelose? Ma no, forse se vedessero una giovane che vuole approfittare della mia popolarità, ma in questo caso, direi proprio di no».

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Silvia e Massimo si sono conosciuti per caso a settembre. «Lei è una designer e aveva realizzato un premio – un blocco di cristallo di Murano con l’effigie di Gigi Proietti – che mi è stato assegnato al Castello del Catajo, in provincia di Padova. Da lì ci siamo trovati simpatici e abbiamo cominciato a frequentarci. È stata la mia damigella anche per la prima serata del Festival di Sanremo». Nel frattempo, Boldi si tiene molto occupato con i social dove gli scrivono tantissimi ammiratori. «Mi commuove scoprire quante persone, anche della mia età, mi ringraziano per averli fatti divertire». Non vede l’ora di tornare nei locali, in mezzo alla gente.

«È la mia vita stare con il pubblico, che adoro. Suono la batteria da quando ero giovane e ho ripreso a esibirmi in questi anni, assieme a una band di ragazzi bravissimi, con i quali mi diverto a intervallare la musica con racconti della mia carriera. Per esempio, ricordo quando aiutavo i miei con la latteria in via Procaccini, a Milano, e poi la sera andavo a suonare. La batteria è come la bicicletta: non si dimentica». L’attore ci mostra un video sul telefonino. «E poi fa tantissime dirette su Instagram con i fan», interviene la primogenita Micaela, che da sempre gli gestisce l’amministrazione e l’ufficio stampa. «Stargli dietro è sempre più difficile», ride lei. «Non dice di no a nessuno, è instancabile, anche su Twitter, sempre attivo. E chi lo ferma?».

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