La vera storia di Catherine Spaak: età marito, compagno, figli, causa morte e vita privata

L’attrice Catherine Spaak, che era un sex symbol del cinema italiano nel 1960, è morta a Roma all’età di 77 anni. Ha subito un’emorragia cerebrale l’anno scorso e la sua morte è stata riportata domenica (17/4) da RAI News.

Figlia di genitori belgi, Spaak è nata in Francia, ma è stata naturalizzata italiana dopo aver iniziato a girare un film dopo l’altro nel paese.

Il film che la catapultò alla celebrità fu “A Piece of Bad Way” (1962). Aveva solo 17 anni quando ha eminato il ruolo del protagonista, una lolita bionda con i capelli Chanel che delizia il maturo Ugo Tognazzi. Presentata in costume da bagno sul poster, si è subito consacrata come sex symbol, diventando una delle attrici più ricercate del cinema italiano.

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Dopo aver raggiunto l’età adulta, Spaak è apparso in alcuni dei film più piccanti d’Italia, distinguendosi in “Vidas Ardentes” (1964), di Florestano Vancini, “Mulher de Muitos Amores” (1965), di Luigi Comencini, “Não Faço a Guerra, Faço a Amor” (1966), di Franco Rossi, “Vidas Vazias” (1963) e “Momentos Erotics” (1969), entrambi di Damiano Damiani, “Adulterio à Italiana” (1966), “Il marito è mio… e Mato Quando Quiser” (1968), “O Mando é das Mulheres” (1968) e “Aquele Amor com Tanto Amor” (1970), i quattro di Pasquale Festa Campanile, oltre a diverse antologie di temi sessuali.

L’elenco comprende due lungometraggi con il più grande idolo italiano, Marcello Mastroianni: l’antologia “Man, Woman and Money” (1965) e la commedia “Break Up (Crazy Toy)” (1968), entrambi diretti da Marco Ferreri.

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Si unì anche al cast del romanzo francese di Roger Vadim “La Ronde” (1964), della commedia epica di Mario Monicelli “L’incredibile esercito Brancaleone” (1966) e dell’horror horror di Dario Argento del 1971 “Il gatto a nove code”. Ma ha faticato a trovare buoni ruoli dopo essere diventata “vecchia” per il tipo di film che l’ha consacrata, oltre la metà degli anni 1970 e 30.

Dopo lo spaghetti western “Cavalcata infernale” (1975), di Antonio Margheriti, l’attrice inizia a dedicarsi al lavoro televisivo, tornando al cinema solo distanziato e in piccole partecipazioni. Nonostante questo, la sua ultima performance è stata come protagonista cinematografico, vivendo una donna con Alzheimer che fa amicizia con un giovane bipolare in “Un’amicizia inaspettata”. Uscito nel 2019, il film di Enrico Iannaccone ha ricevuto molti consensi dalla critica.

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Spaak ha anche ospitato programmi televisivi italiani e registrato dischi, cantando canzoni di Françoise Hardy.

In occasione della sua scomparsa, ha ricevuto un omaggio dal Ministro della Cultura italiano, Dario Franceschini. Parlando alla stampa, l’ha definita “un’artista poliedrica, colta ed elegante che ha trovato una casa nel nostro paese che ha accolto e amato”.

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